Meglio la morte per fine del mondo che ritrovarsi vivi con un "apocalittico" (di Michele Serra)

Si aggirano per i canali satellitari e sul web “gli apocalittici”, gente che si prepara alla fine o alla semifine del mondo accantonando scatolame e medicinali o allenandosi a bere dalle pozzanghere e a costruire ricoveri di risulta dove infilarsi dopo la catastrofe, come larve nel buco. Ad occhio e croce gli apocalittici si stanno sostituendo, nella hit-parade dei disturbati, ai rapiti dagli alieni. Prosperano negli Usa – da sempre all’avanguardia in questo genere di derive psichiche – ma anche in Italia se ne vede qualche traccia. A ben vedere e a ben sentire, si intuisce che il collasso della società umana è una prospettiva che li eccita, perché darebbe l’innesco al loro gioco di sopravvivenza.

Un Paese berlusconato (di vomito)

Berlusconi ha deciso: si ricandida a premier. E ce ne fosse uno dei suoi che lo manda a fare. No, tutti zitti. Zitto Angelino Alfano, con quella sua icona da giovane vecchio, che sino a una settimana fa organizzava fronde e si lanciava nel ruolo di (improponibile) statista. Zitta la ministra postfascista Giorgia Meloni, che pure con i suoi manifesti sei metri per tre campeggia come candidata in tutti gli angoli  di Roma. Berlusconi può tutto, anche somministrare la morte al centrodestra italiano. Almeno paghi i conti delle sale affittate da Alfano e della tipografia della Meloni. (c.c.)

In Italia c'è solo il Pd, il resto non sono partiti (c.c.)

Un mio amico che purtroppo non c'è più, Emanuele Sanna, era spesso concessivo e generoso con il Pd: lo definiva "un partito ancora in fase pediatrica". Dunque alle prese con problemi complessi e continui.
Bene: queste primarie, per come sono andate e per il risultato di partecipazione e di entusiasmp che hanno prodotto consegnano al Pd la certezza di essere, al momento, l'unico partito italiano. Il resto sono movimenti, ex partiti, demagoghi e chissà cosa. Il resto è tutto da scoprire e non è detto che sia una bella sorpresa.  Il Pd deve molto a Renzi, questo è sicuro. (c.c.)

Housing sociale, il dovere di una battaglia. Lettera aperta di Claudio Cugusi

Se avessi avuto la pretesa dell’infallibilità avrei fatto di professione l’indovino o lo scommettitore. Non il consigliere comunale di Cagliari. Però, la sensazione, l’impressione dominante, è che l’housing sociale - goffa parola dietro la quale si nasconde un universo che cercherò di spiegare brevemente – sia una sfida importantissima e attesa per il centrosinistra sardo (e per il Pd in
testa) ma prima ancora per la classe politica tutta.

Housing sociale, ecco la mia proposta condivisa dal Pd e presto in Aula

 
Già nella mia scorsa consiliatura, approfittando di un'assemblea Anci a Torino, mi ero avvicinato seriamente al tema dell'housing sociale, che in italiano potremmo tradurre come diritto all'abitare (cosa diversa dal diritto alla casa). Torino, in effetti, è stata la città capofila su questo: grazie al lavoro della giunta Chiamparino e di un assessore in particolare, il pd Roberto Tricarico,  gli imprenditori e le coop sono stati coinvilti sul terreno di questa grande sfida economica, sociale e politica. E sono partiti così i progetti di riconversione di immobili industriali come di palazzi del centro abbandonati.

Piove: Berlusconi ha un'idea (di MIchele Serra - da Esspresso)

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Di fronte ai recenti eventi sbalorditivi e inaspettati (gocce d'acqua che cascano dal cielo in autunno) i partiti reagiscono con forza: già pronto il progetto di un enorme ombrello a forma di stivale che ripari tutta l'Italia. Scontri alla Camera sull'apertura: tradizionale o a scatto?

Leggete la bella intervista a Guccini sul Fatto quotidiano di oggi


 

Mi sono sempre emozionato, da pischello, e ancora oggi mi emoziono quando sento una canzone di Guccini. Ma mi piace anche il Guccini scrittore e poeta, perché in realtà è tutto Guccini che mi piace. Nella sua doppia dimensione di montanaro dell'Apennino che si fa cittadino a Bologna. Nella sua doppia dimensione di uomo autenticamente di sinistra ma non organico a nulla. Nemmeno al Pci, quando quello era il Partito. Insomma. un intellettuale fedele soprattutto alla sua intelligenza. Ecco perché vi segnalo questa bell'intervista sul Fatto quotidiano di oggi. (c.c.)

Auguri a Gigi Riva, uno dei miei pochi miti e forse l'unico vivente (da unionesarda.it)

Dopo che uno guarda questa foto, simbolo calcistico da quasi mezzo secolo, capisce tutto. Al campione intramontabile, al Sardo vero e prima ancora al mio amico Gigi, che più di un buon consiglio mi ha dato nella vita, voglio fare gli auguri dal blog. (c.c.)

---- da unionesarda.it -----

Sessantotto anni, quasi cinquanta vissuti a Cagliari, tredici con la maglia del Cagliari. Buon compleanno Gigi Riva, straordinario campione che guidò la squadra rossoblù alla conquista dello scudetto. Ieri gli auguri da tutta l'Isola.

Facebook discrimina: è un asilo per adulti (dal Corriere della Sera)

«Le rivoluzioni e il potere di condividere; l’apertura come forza della nostra generazione; il passaggio dallo Stato alle imprese; il fatto che tutti possono diventare sviluppatori e il nostro modo di sostenere questo cambiamento; la nuova generazione di compagnie web; i giovani che diventano imprenditori». Ecco i principi-base di Facebook.

I soldi del Comune finiscono nella slot machine. Ma siamo sicuri che la "colpa" è soltanto di chi li ha giocati?

Ho postato questa cronaca cagliaritana della Nuova Sardegna per varie ragioni. Uno: perché penso che vi sia sfuggita mentre invece merita tutta di essere letta. Due: perché, se gli elementi della notizia sono veri (e non ho ragione per dubitarlo tranne il fatto che la giocatrice compulsiva pare viva invece a Pirri) trovo assurdo che i servizi sociali del Comune di Cagliari diano denaro in mano alle persone bisognose.

E' del tutto evidente che i servizi sociali devono e possono pagare una bolletta, medicine, un ticket. Possono pagare la spesa. Ma non possono, a mio giudizio, dare denaro in mano a persone che poi lo mangiano in poche ore alle slot. O lo consegnano al pusher.

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