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Inviato da Claudio il Lun, 30/06/2008 - 00:00
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Soru il candidato presidente
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Inviato da Claudio il Lun, 30/06/2008 - 00:00
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Dieci anni fa, proprio in questi giorni, si spegneva la vita di Pasqualino Granata, per moltissimi anni direttore del carcere di Buoncammino. Granata era un uomo dello Stato consapevole della delicatezza del suo lavoro. Da democratico non tollerava che pene diverse da quelle codificate fossero imposte ai detenuti e, nei fatti, anche agli agenti: il sovraffollamento vergognoso delle celle, la mancanza totale di spazi per la rieducazione e la socialità, per lo sport e per il lavoro.
Chi l'ha conosciuto bene ricorda quanto fosse duro quando si parlava del tradimento dei principi di civiltà e umanità. E ricorda le sue personali lotte col ministero, lotte vinte, per eliminare le “bocche di lupo” dalle celle e per istituire un piccolo ospedale. Aveva un obiettivo più alto: abbandonare Buoncammino, restituire la fortezza ai cagliaritani e veder sorgere un carcere nuovo e funzionale, meno opprimente per chi ci deve vivere e lavorare.
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Inviato da Claudio il Sab, 28/06/2008 - 00:00
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oggi: in viaggio con Nivola (di Matilde Gianfico)
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Inviato da Claudio il Ven, 27/06/2008 - 00:00
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Mia madre è morta di tumore nel 2001. Aveva le metastasi. Quelle che hanno quasi tutti i malati di tumore. Ha sofferto molto e tutti noi con lei.
Mia madre era una persona generosa, rispettosa degli altri, per bene. Poche volte ha perso la pazienza e quando l'ha fatto aveva ragione. Se fosse stata presidente del Consiglio non avrebbe mai usato una volgarità con nessuno. Figurarsi una metafora sanitaria come quella che ha adoperato ieri quell'omino piccolo piccolo (non è questione di statura fisica...) che si chiama Berlusconi e che guida (aiuto...) il Paese.
Ogni tanto Berlusconi mi è stato simpatico. Come lo sono certi buffoni intelligenti e spregiudicati: un giorno circondato dalle veline, un giorno con una bandana per nascondere chissà quale circoncisione. Persino un collezionista di ville in Sardegna può essere simpatico ogni tanto. Come certi buffoni, appunto.
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Inviato da Claudio il Gio, 26/06/2008 - 00:00
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una babilonia (di Daniele Murgia)
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Inviato da Claudio il Gio, 26/06/2008 - 00:00
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«Non si tratterà di una schedatura etnica, bensi di una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti». “Loro” sono i minori che vivono nei campi
nomadi: le forze dell'ordine gli prenderanno le impronte digitali e da quel momento, se trovati a chiedere l'elemosina, li toglieranno ai genitori, che perderanno la patria potestà. Quando le forze dell'ordine andranno nei campi rom per effettuare il censimento, assicura Maroni, saranno accompagnate dal personale della Croce Rossa. Il ministro dell'Interno è convinto che la raccolta delle impronte garantirà «a chi ha il diritto di
rimanere di vivere in condizioni decenti». Di tutt'altro avviso l'associazione “Opera Nomadi” di Milano: «Maroni si contraddice. Prendere le impronte ai minori è un fatto ignobile oltre che illegale». «Laddove non c'è notizia di reati - continuano dall'associazione
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Inviato da Claudio il Gio, 26/06/2008 - 00:00
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'Dal lavoro nero al lavoro vero': è il nome dell'iniziativa avviata
dall'associazione culturale e di volontariato I Sardi, che opera dal 2001
nel campo sociale. L'iniziativa, totalmente autofinanziata, è rivolta a chi
sta cercando un lavoro e non lo trova. Per tutta l'estate 2008 i volontari
dell'associazione aiuteranno chi cerca lavoro a redigere un curriculum in
formato europeo e segnaleranno le opportunità di lavoro presenti sul mercato sardo, tentando di svolgere una funzione di incontro tra le organizzazioni produttive della Sardegna e gli aspiranti lavoratori.
I volontari opereranno per strada, all'interno di piccoli infopoint
realizzati nei locali notturni e al Poetto. La partenza della campagna è per venerdi 27 giugno al lounge cafè 'il pashà' viale Europa a Cagliari.
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Inviato da Claudio il Mer, 25/06/2008 - 00:00
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Accogliendo la proposta dei consiglieri Claudio Cugusi e Massimo Zedda e del presidente della circoscrizione del centro storico Gianfranco Carboni la commissione toponomastica ha deliberato questo pomeriggio l’intitolazione del tratto di strada compreso tra via Abba e via Garibaldi alla memoria del magistrato Francesco Coco, trucidato dalle Brigate rosse a Genova nel 1976.
E’ stata invece sospesa, sempre su richiesta degli stessi consiglieri, l’intitolazione di una strada a Maria Cristina Efisia di Savoia: “Siamo contrari a nuove intitolazioni ai Savoia, ci pare che Cagliari e soprattutto il centro storico abbiano sin troppi toponimi riferibili alla genia piemontese”.
E’ stata proposta, invece, dal presidente Carboni e approvata dalla commissione l’intitolazione di una strada allo statista Aldo Moro. Ora spetta agli uffici comunali individuare una strada adeguata.
Cagliari, 24 giugno 2008
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Inviato da Claudio il Mer, 25/06/2008 - 00:00
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A sentirlo parlare scuote, non per la sua irruenza ma proprio per la sua calma. Malgrado rischi circa sessant’anni di carcere in Turchia, Abdullah Demirbaş, “il sindaco dei curdi” rimane sereno quando parla del suo passato e delle sue esperienze. La scorsa settimana era in Sardegna, invitato dall’Associazione sarda contro l’emarginazione e, ospitato per una giornata anche dalla Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari, mai ha usato parole di violenza.
Lei ha insegnato per 17 anni sociologia all’Università, quando è arrivata la molla che l’ha spinta a dire basta, ora voglio farlo in curdo?
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Inviato da Claudio il Mar, 24/06/2008 - 00:00
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alla metropolitana (dall'Unione Sarda)
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Inviato da Claudio il Mar, 24/06/2008 - 00:00
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Il pd volti pagina le risse non servono
Si può apprezzare il buon senso di Rosi Bindi che un qualche legame popolare lo ha coltivato che ha preso le distanze da Parisi e dal rischio di un’accelerazione della crisi del Pd. Ma la rissa di tutti contro tutti, messa in scena in un partito in palese difficoltà, non può non suscitare un allarme in ogni democratico inteso come amante della democrazia, non come associato ad un partito e in ogni persona di sinistra. Qual è l’origine di questa difficoltà? Il non aver voluto fare davvero i conti con la sconfitta elettorale, tragicamente accentuatasi in Sicilia, pensando che, in definitiva, riguardasse solo altri.
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Inviato da Claudio il Lun, 23/06/2008 - 00:00
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nelle cooperative sociali (di Claudio Cugusi sul Sardegna di oggi)
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Inviato da Claudio il Lun, 23/06/2008 - 00:00
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VILLACIDRO. Con la Keller Elettromeccanica più che mai spettatrice interessata, adesso spunta anche il porto industriale di Cagliari come eventuale futuro scalo ferro-marittimo per il trasporto merci, servizio finora svolto a Golfo Aranci, ma che dal 1º luglio sarà definitivamente cancellato da Trenitalia Cargo perchè in forte passivo. Nei giorni scorsi era stata ventilata la possibilità che un nuovo scalo treno-traghetto potesse essere realizzato a Porto Torres con i fondi G8, adesso c’è anche l’ipotesi porto industriale di Cagliari. A lanciarla è stato il presidente della Regione Renato Soru nel corso dell’incontro di avantieri con i rappresentanti di Confindustria, Api Sarda e sindacati. «Se Golfo Aranci non funziona e Trenitalia lo chiude - ha detto Soru -, deve esserci un’alternativa perchè è impensabile che la Sardegna rimanga isolata dalla penisola (e quindi dall’Europa) con il trasporto merci». E ha quindi aggiunto che «se lo Stato costruisce un ponte per la Sicilia, anche la Sardegna ha il diritto di averne uno.
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Inviato da Claudio il Dom, 22/06/2008 - 00:00
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Nella sezione Audio - video - pdf ho inserito il tracciato delle nuove linee della metro leggera di Cagliari e hinterland che verranno realizzate e completate entro il 2012. Scaricatele e fatele girare perché tutti possiamo cominciare a sognare una città e un'area vasta con meno auto. Dove si possa passeggiare, andare in bici. O a piedi. (c.c.)
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Inviato da Claudio il Sab, 21/06/2008 - 00:00
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Due mesi fa, per protestare contro il fatto che la commissione urbanistica non aveva uno schermo e un pc, avevo portato da casa un mio vecchio cardampone informatico e lo avevo collegato nella sala della commissione urbanistica. L'assessore Campus si era infuriato e dopo qualche giorno lo avevo rimosso. Non prima di aver ottenuto l'assicurazione che l'ordine di acquisto del pc e dello schermo fosse partito.
E così, a un anno esatto dall'emendamento firmato con Tavolacci, Serra e Angius, ecco il pc e lo schermo. Ora potremo seguire i lavori e analizzare i progetti senza sbisogarci sulla carta. Come si faceva mezzo secolo fa...
Nella foto: la prima volta dello schermo in funzione, il progetto della metro leggera su file pdf. Senza un foglio di carta in giro....(c.c.)
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Inviato da Claudio il Ven, 20/06/2008 - 00:00
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Inviato da Claudio il Ven, 20/06/2008 - 00:00
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Roma - Un blogger italiano è il primo ad essere condannato perché considerato alla stregua di stampa clandestina, perché pubblicato in barba alle normative sull'informazione, sanzionato in particolare perché la sua periodicità non è regolare. Lo storico Carlo Ruta, che cura quel blog apprezzato da molti, ha subito per questa ragione una condanna pecuniaria presso il Tribunale di Modica, lui che il suo blog AccadeinSicilia lo aveva già visto finire sull'orlo dell'oscuramento.
Un fatto inedito. Per la prima volta un blog subisce una sentenza di questo genere perché la sua pubblicazione, il blog appunto, non segue i canoni e i ritmi della stampa tradizionale. Una sentenza che fa discutere perché con un colpo solo associa legge sulla stampa e blog. La decisione dei magistrati, che non sembra proprio avere precedenti neppure in Europa, allarma gli osservatori.
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Inviato da Claudio il Ven, 20/06/2008 - 00:00
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È guerra sindacale dopo l'accordo raggiunto nei giorni scorsi tra alcuni call center del Cagliaritano e l'organizzazione sindacale Zona Deprecarizzata.
Il sindacato ha sottoscritto un contratto “tipo” di lavoro autonomo con alcune aziende del settore outbound, ovvero quelle che impiegano operatori che lavorano sulle telefonate in uscita contattando i clienti. In pratica l'intesa - che vieta ogni forma di lavoro subordinato che non sia espressamente prevista come tale e disciplinata dalla legge - ha l'obiettivo di non permettere agli imprenditori di giocare sulla pelle dei lavoratori. Ma l'accordo – sottoscritto da un buon numero aziende di telecomunicazioni - non è piaciuto per niente alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, le quali sostengono che l'intesa «finisce con il rendere strutturale il precariato anziché combatterlo».
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Inviato da Claudio il Gio, 19/06/2008 - 00:00
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Arrivano i diritti tanto acclamati e il “contratto tipo” che garantirà un giusta retribuzione a norma di legge per i lavoratori dei call center outbound sardi. È stato firmato il 12 giugno 2008, il Patto per il lavoro e i diritti, tra il movimento sindacale e dei diritti delle persone Zona Deprecarizzata e alcune aziende di telecomunicazioni operanti nel settore dei call center outbound della Sardegna.
L’accordo nasce dalla volontà congiunta da parte di ZD e degli imprenditori titolari della CI Two Ci Srl con sede operativa a Cagliari, Imecall Srl con sedi a Cagliari, Ussana, San Gavino Monreale e Sassari, la Ennevoice Srl con sede a Cagliari, MV di Marco Granata con sede a Cagliari e la Winex Srl in qualità di gestore della commessa, di dare risposte concrete in un settore in cui i lavoratori sono stati i più colpiti dalla interpretazioni aleatorie della Legge 30 in cui tanti titolari d’azienda, non è il caso di quelle citate, hanno applicato elementi del lavoro subordinato con quelli tipici del lavoro autonomo.
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Inviato da Claudio il Gio, 19/06/2008 - 00:00
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I lavoratori dei call center provocano, indirettamente, una guerra tra sindacati. Nei giorni scorsi, “Zona deprecarizzata” ha raggiunto un accordo con alcune aziende specializzate. In particolare, nel settore outbound si fa riferimento a uno schema di “contratto tipo del lavoratore autonomo”. Un accordo che, però, è andato di traverso alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil che hanno affidato tutto il loro disappunto a un comunicato. I tre sindacati sostengono che quell'accordo finisce con il rendere strutturale il precariato anziché combatterlo”.
I confederali esplicitano il loro stupore per il fatto che “un movimento sindacale che fonda la propria esistenza sulla lotta alla precarietà”, si legge nel comunicato, “pubblicizzi un accordo in netta controtendenza al raggiungimento di una stabilità e al riconoscimento dei diritti dei lavoratori”.
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