«Se Abbanoa e la Regione non ascolteranno la nostra voce occuperemo gli impianti di potabilizzazione e depurazione dell'acqua di tutta la Sardegna, a cominciare da quelli di San Michele e del Simbirizzi».
A minacciare clamorose azioni di protesta sono gli oltre 500 addetti agli impianti idrici regionali, che dopo anni di lavoro rischiano di perdere il posto o di essere assunti in Abbanoa a condizioni che ritengono svantaggiose. Non si tratta di precari bensì di personale qualificato (ex Esaf, Eaf e Sim Cagliari) che da vent'anni si occupa della gestione degli impianti per conto di varie ditte appaltatrici. Il 9 luglio scorso Abbanoa Spa, la Regione i sindacati confederali hanno firmato un accordo che prevedeva la progressiva assunzione di tutti i lavoratori in Abbanoa e l'applicazione di un contratto che tenesse conto dell'esperienza maturata, delle qualifiche e dei livelli retributivi raggiunti da ogni singolo lavoratore. «Il processo è iniziato ma i patti non sono stati rispettati», denuncia Nicola Muscu (Cgil). «Negli impianti di potabilizzazione del Sarcidano e di San Michele, infatti, su 43 lavoratori solo 32 sono stati convocati per la firma del contratto; gli altri 11 sono stati esclusi e dal 1° maggio saranno disoccupati». Le proteste riguardano anche le condizioni del nuovo contratto, considerate 'inaccettabili'. (p. l.)
29/04/2008
(fonte:Unione Sarda)