Per tre anni e mezzo è stato felice: ha avuto a disposizione un enorme giardino e soprattutto, in dosi smisurate, l’affetto di Gigi, il giornalista che gli ha restituito la libertà dopo due lustri passati in una gabbia del canile
municipale di via Po. Per tre anni e mezzo è stato felice: domenica sera, a diciott’anni suonati, quasi un record di longevità, Sansone ha varcato in
silenzio le praterie dei cieli. Ora, chissà, forse corre felice su una qualche
spiaggia che non immaginiamo, un velo di sabbia finissima com’era il Poetto. O forse riposa con un occhio aperto e uno no, come solo i cani intelligenti sanno fare. Riposa grato: se n’è andato con la certezza che gli uomini non sono tutti uguali, per fortuna.
Sansone era stato liberato a dicembre nel 2008, nei giorni in cui il canile
di Cagliari scoppiava e le associazioni di volontariato si erano mobilitate per una nuova campagna di adozioni. Nonostante gli sforzi del veterinario comunale Piero Frongia, nonostante l’impegno di tanti cagliaritani che amano i cani anche quando non sono di razza, gli ospiti di via Po sono troppi. E non c’è la fila di chi li adotta: i cuccioli nelle scatole di scarpe inteneriscono, i cani adulti spesso muoiono tristi dentro le gabbie.
A Sansone è andata meglio. Gigi l’ha adottato perché era il più anziano, con un gesto simbolico: liberare lui, così vecchio, i primi giorni quasi incapace di camminare, per liberarli tutti. Ora qualcuno lo imiti: certe copiature sono atti meritori.
Claudio Cugusi
giornalista