Al cinema: "Tutta la vita davanti", il film sul precariato tratto dal libro di Michela Murgia

Da oggi al cinema il film 'Tutta la vita davanti', tratto dal libro 'Il mondo deve sapere' della precaria sarda più famosa del mondo call center, Michela Murgia. Ce lo segnalano i nostri amici dell'associazione La Settima Arte che invita tutti nella sala Est del Greenwich d'essai in Via Sassari, 65/67 Cagliari, tel. 070666859 (spettacoli alle 19.15 e alle 21.30, sabato e domenica anche alle 17) alla visione di questa tragicomica storia sul precariato in Italia.

Tutta la vita davanti, con un sorriso
Il nuovo film di Paolo Virzì racconta l'Italia del precariato.
Marta ha 25 anni, è una laureata con lode in Filosofia ed è in cerca di
lavoro. Dopo una serie di tentativi falliti trova un impiego presso il call center della Multiple per vendere robot da cucina. Spigliata e determinata, Marta entra nelle grazie dalla responsabile dei telefonisti, Daniela, che cerca in ogni modo di spronare i suoi ragazzi a fare sempre meglio. Tuttavia, la Multiple viene presa di mira dal sindacalista Giorgio Conforti deciso a far luce sulla situazione precaria dei lavoratori dell'azienda...

Michela Murgia - giovane sarda, è una blogger.
Il suo vecchio blog parlava del suo tragicomico lavoro in un callcenter
della Kirby, la società che distribuisce quel mostro di aspirapolvere:
Kirby, la macchina infernale.
Poi, alla Murgia è stata data la possibilità di pubblicare un libro con il
titolo 'Il mondo deve sapere - Romanzo tragicomico di una telefonista
precaria'.
Questo libro è il diario in presa diretta di un mese vissuto nell'inferno
del telemarketing. Per trenta interminabili giorni, l'autrice ha venduto al
telefono aspirapolveri a migliaia di casalinghe per conto della Kirby, una
grande multinazionale americana. Intanto annotava, apprendeva e soffriva in prima persona le tecniche di condizionamento e le riunioni motivazionali, le premiazioni e le umiliazioni pubbliche, orari, salari e punizioni aziendali... 'Il mondo deve sapere' racconta la precarietà, riuscendo miracolosamente a fare ridere. Fino alle lacrime. Davvero divertente.