La storia. Il titolare del maneggio Caddhos era stato coinvolto in una storia di droga, deve andare in carcere
Condanna per un reato del '94
«Ha cambiato vita, graziatelo»
Nasce un comitato per Sergio Basciu e parte l'appello a lpresidente della Repubblica:
la sentenza della Cassazione arriva dopo che lui ha capito i suoi errori e si è reinserito
Accarezza dolcemente i suoi cavalli e si aggrappa alla speranza
che il presidente della Repubblica possa concedergli la grazia.
Sergio Basciu, cagliaritano di 52 anni, titolare del maneggio
e presidente dell'associazione dilettantistica 'Caddhos'
a Medau su Cramu, ha confidato fino all'ultimo minuto
nella riduzione della sua pena.
Ma così non è stato. E il 15 gennaio scorso l'esito definitivo
della Cassazione gli è arrivato sopra come un macigno.
La condanna a 9 anni di reclusione, per associazione finalizzata
al traffico di stupefacenti, dopo 15 anni dal reato
commesso, non se l'aspettava.
Venerd scorso, il suo avvocato
Alfonso Olla ha inoltrato la richiesta
di grazia. «So che quel che ho fatto - ammette Sergio
Basciu - è stato un errore madornale.
È stato un incidente di percorso che ha distrutto la mia
vita, fatto crollare il mio matrimonio e tante certezze. All'epoca
mio figlio aveva pochi anni». La vita non è stata
facile fin da ragazzino. «Ho iniziato a lavorare a 12 anni -
racconta -. Facevo il meccanico. Poi sono riuscito ad aprire
un'officina mia. Ma l'attività non andava bene. Così nel 1985
ho deciso di cambiare mestiere». Prima di finire nell'infernale
giro della droga Basciu lavorava come corriere per
un'agenzia di distribuzione stampa. «Era un lavoro onesto -
spiega -. Distribuivo giornali. Purtroppo, però, mi sono ritrovato
invischiato in ambienti e con persone losche. Fino a
quel momento ero incensurato». Non vuole soffermarsi sul
passato ma sa bene che non riuscirà mai a dimenticare il
dramma dell'arresto, avvenuto l'8 agosto del 1994, i tre mesi di
carcere e i sette mesi di domiciliari.
«Alla fine degli arresti domiciliari - chiarisce Sergio Basciu -
ho iniziato nuovamente a lavorare. Per un po' ho fatto il
fabbro. Poi ho avuto la possibilità di lavorare in un maneggio
qui a Cagliari». I cavalli sono sempre stati per lui una
grande passione. «Nel 2001 - spiega - ho creato il mio maneggio:
'Caddhos' è stato il coronamento di un mio sogno».
Nello spazio si svolgono anche attività destinate a persone disabili.
Intanto circa 50 persone hanno fondato un comitato per
chiedere che l'uomo venga graziato.
«Anche Don Ettore Cannavera - dicono alcuni componenti
dell'organismo - sostiene la stessa nostra richiesta».
All'appello si è unito anche il consigliere comunale del Pd
Claudio Cugusi che promette di farsi portavoce e di informare i
parlamentari del Partito democratico affinché anche loro sostengano
la richiesta di grazia. «Ormai - dice Cugusi - è trascorso
troppo tempo da quando è stato commesso il reato. A
questo punto non c'è più neppure alcuna motivazione rieducativa
». ■ ELEONORA BULLEGAS