Barracca manna, nessuno ferma il fiume di via Picasso. Una mia interrogazione (dal Sardegna)

Pirri. Voragini nelle tubature che creano allagamenti e illuminazione inesistente: Siamo cittadini di serie b 

■ Da una parte il Comune dall’altra Abbanoa, che come tennisti si rimpallano la responsabilità dell’intervento.
Giudice di sedia, la municipalità che propone una soluzione veloce il fai da te. Campo di gioco via Picasso a Pirri, battezzata da appena un anno con la nuova toponomastica. Un nome che ha del profetico.
La strada del quartiere di Barracca Manna, un nastro attorcigliato
di polvere e sassi, senza uno straccio di illuminazione pubblica, sembra uscita dalla tela di Guernica. Da venti giorni la tubazione dell’acqua potabile è rotta i residenti hanno cercato qualcuno che ripari il guasto che provoca cali di pressione e sprechi. Ciascuno
degli enti ha scaricato l’onere sull’altro.

Intanto il fiume spunta malinconico nello sterrato davanti al civico 8. Una pozza che il caldo di questi giorni riduce di molto, perimetrata con una fettuccina bianca e rossa.
«Non è la prima volta che capita - dice rassegnato Sandro
Tedde che in via Picasso ha costruito 25 anni fa - e ci siamo
sempre arrangiati. Questa volta però dev’essere il Comune a intervenire, è una questione di principio. Ho sanato l’abuso
commesso a suo tempo e pago regolarmente le tasse». L’odissea
ha come protagonista principale Francesco Amoresano,
ispettore di polizia in pensione.
Barba sale e pepe, maglietta azzurra, inforca gli occhiali e tira
fuori i documenti che poggia sul divano, nel salotto della villetta
finita nel 1999. «La perdita è proprio di fronte al cancello.
Ho paura a mettere le macchine nel cortile interno perchè non
so se le infiltrazioni d’acqua abbiano scavato il terreno. Mi sono
rivolto ad Abbanoa, mi hanno detto che la competenza è del Comune perché questi lavori sono ricompresi tra le opere
di urbanizzazione. Sono andato in via Roma e mi hanno riferito
che la competenza è di Abbanoa.
Eppure ho pagato regolarmente le concessioni edilizie.
Siamo cittadini di seconda classe. La notte, a turno con i vicini,
teniamo accese le luci in attesa che i figli rientrino. Non c’è un
palo della luce e abbiamo paura.
Siamo pronti a costituirci in un comitato permanente». Anche
la circoscrizione ci ha messo del suo: «Il presidente - dice
Amoresano - ci ha suggerito di provvedere da soli». Per il consigliere Emanuele Armeni «sollecitare il fai da te è vergognoso. I sottoservizi vanno fatti e le strade asfaltate». «Non ci facciamo
mancare nulla - ironizza Giacomo Argiolas - d’estate perdite d’acqua, d’inverno le alluvioni. L’ultima ha allagato le villette vicino alla ferrovia della Metropolitana leggera».

La vicenda è finita sui banchi del Consiglio comunale. Il gruppo del Pd ha depositato un’interrogazione, primo firmatario Claudio Cugusi. ■

Giovani Runchina