Basta con gli zaini: lottiamo per lo stipetto a scuola (di Claudio Cugusi - E polis)

Invece di mandare a casa gli insegnanti e di cedere le università ai privati, la ministra Gelmini potrebbe risolvere con una circolare e una firma un problema scolastico sottovalutato: quello degli zaini.

Alle elementari e alle medie si formano le colonne vertebrali (in senso
morale ma anche anatomico) dei nostri figli. E spesso il peso dei libri porta in dono la scoliosi. Non bastano i trolley: costano tanto e gran parte dei bambini non li vuole usare. Il rimedio, allora, è un altro: gli armadietti in classe, come nelle scuole anglosassoni. Così, invece di portare a casa una libreria intera, alla fine delle cinque ore il bambino sistema tutto nel suo stipetto e prende giusto il necessario per i compiti del giorno dopo.

Diciamolo: sarebbe un sollievo per le schiene degli alunni e per quelle dei genitori che, impietositi, si fanno carico del fardello quotidiano, solitamente aggravato da merende, bottigliette d'acqua, plurimi astucci di penne, matite e pennarelli. Per non parlare dei giochi: conosco una bambina che porta a scuola una collezione di adesivi raccolta dentro un album così gonfio che pare una fisarmonica. Per un babbo di due figli, ad esempio, l'ingresso e l'uscita di scuola, moltiplicato per otto anni, equivalgono a un bis del servizio militare.
Certo, dovrebbero pensarci i dirigenti scolastici a ordinare la rivoluzione
dell'armadietto. Ma non hanno molto tempo, presi come sono a controllare che i soffitti non crollino durante la lezione. Ecco, se la Gelmini si dedicasse agli zaini sarebbe molto utile.

Claudio Cugusi