Cagliari, al San Giovanni di Dio un orecchio bionico restituisce l'udito (da unionesarda.it)

San Giovanni di Dio. Gli impianti cocleari sostituiscono l'organo inefficiente

Il chirurgo: «Ogni anno decine di bambini nascono sordi»

Un incidente stradale, un'infiammazione e Roberto perde l'udito. E il posto di lavoro. Chi non sente, e nella maggior parte dei casi non riesce neanche a parlare, vive come in una tomba. Isolato dal mondo. Mancano le percezioni, i riferimenti esterni. La soluzione a questa situazione tremenda? Un orecchio bionico in grado di sostituire completamente l'organo danneggiato. I medici della clinica Otorinolaringoiatrica del San Giovanni di Dio, diretta da Ernesto Proto e specializzata in chirurgia oncologica cervico-facciale, ogni anno eseguono decine di interventi contro le sordità gravi, utilizzando l'impianto cocleare.
LA STORIA Francesco Panu, dopo varie esperienze in giro per l'Italia, è il dirigente chirurgo degli impianti cocleari. Fa parte di un'équipe specializzata nel ridare l'udito e la parola ai pazienti: in 18 mesi oltre venti persone sono ritornate a una vita normale grazie all'orecchio bionico. Lavora con psicologi, logopedisti, tecnici informatici, audiometristi e infermieri che seguono il paziente per anni. «Prima di ogni intervento dobbiamo assicurarci che chi lo deve subire sia motivato, non possiamo rischiare che abbandoni il percorso riabilitativo prima della conclusione». Qual è l'incidenza della patologia in Sardegna? «Ogni anno nell'Isola nascono circa 13 mila bimbi e 15 sono completamente sordi. Un numero che va a sommarsi a chi perde l'udito successivamente. Con costi economici e sociali non indifferenti». Quali sono i problemi dei non udenti? «Il primo tra tutti è il linguaggio. Per questo gli effetti dell'intervento sono raggiungibili più facilmente con chi ha perso l'udito dopo aver imparato a parlare». È quindi necessario intervenire il più presto possibile? «Sì, per quanto riguarda i bambini possono essere impiantati soggetti preverbali (così oggi vengono definiti i sordomuti dalla nascita, ndr) o periverbali (le persone diventate sorde verso i 3/4 anni, ndr) purché l'impianto venga eseguito il più precocemente possibile e comunque non oltre il periodo critico (da 0 a 3 anni). In pratica il bimbo crescerà utilizzando l'impianto per ricevere i messaggi sonori. In questo caso è necessario un impegno riabilitativo notevole, in quanto non potrà far riferimento a un linguaggio acquisito fisiologicamente, ma dovrà apprenderlo solo attraverso l'impianto».
L'IMPIANTO Ma cos'è e come funziona l'orecchio bionico? «L'impianto cocleare, che costa circa 20 mila euro, è un vero e proprio organo artificiale. È un dispositivo elettronico composto da una parte interna, impiantata nell'orecchio, e da una parte esterna. Si sostituisce alla coclea, ormai insufficiente, generando segnali elettrici che stimolano direttamente le fibre del nervo acustico. La parte esterna, che assomiglia a una protesi acustica, è costituita dal processore che, attraverso un microfono, capta i suoni, li elabora trasformandoli in un codice elettronico che viene poi inviato al trasmettitore esterno. Un dispositivo che aderisce alla cute con un magnete e, per via transcutanea, invia i segnali elettronici alla parte interna dell'impianto, il ricevitore stimolatore, posizionato in una nicchia ossea preparata durante l'intervento, che converte i codici in impulsi elettrici e li invia agli elettrodi».
ANDREA ARTIZZU