I lavoratori dei call center provocano, indirettamente, una guerra tra sindacati. Nei giorni scorsi, “Zona deprecarizzata” ha raggiunto un accordo con alcune aziende specializzate. In particolare, nel settore outbound si fa riferimento a uno schema di “contratto tipo del lavoratore autonomo”. Un accordo che, però, è andato di traverso alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil che hanno affidato tutto il loro disappunto a un comunicato. I tre sindacati sostengono che quell'accordo finisce con il rendere strutturale il precariato anziché combatterlo”. -------------- La replica di Zd: i sindacati leggano bene l'accordo e non si facciano prendere dal livore Invece di strillare per lesa maestà, quando il re è nudo da un pezzo, i sindacati farebbero meglio a leggere il testo dell'accordo, che prevede la netta differenziazione tra il lavoro autonomo e quello subordinato (ovviamente auspicato da Zd) nel rispetto delle leggi e delle circolari Damiano. Un accordo che mette le basi per evitare che lavoro autonomo e lavoro subordinato siano mischiati ad arte dai proprietari più spregiudicati di call center. Dei quali i sindacati dovrebbero occuparsi di più sollecitando seriamente l'aumento dei (troppo pochi) ispettori del lavoro, a fronte dei quali spuntano come funghi anche a Cagliari call center outbound che violano le più elementari regole del lavoro italiano. Insinuare che Zd tradisce il suo nome e i suoi principi è gravissimo e mette in discussione le faticose relazioni con il sindacato, che pure dovrebbe interrogarsi sul perché non goda da un pezzo di tanta popolarità nei call center e soprattutto nella società. Ma forse è proprio questa la ragione del livore di Cgil - Cisl e Uil: il fatto che i duecento lavoratori di quei call center outbound cagliaritani si riconoscano nelle idee e nelle lotte di Zona deprecarizzata e ne facciano orgogliosamente parte. (Dario Manca - segretario Zona deprecarizzata) |
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