Call center, guerra sindacale sulle garanzie per i lavoratori

È guerra sindacale dopo l'accordo raggiunto nei giorni scorsi tra alcuni call center del Cagliaritano e l'organizzazione sindacale Zona Deprecarizzata.
Il sindacato ha sottoscritto un contratto “tipo” di lavoro autonomo con alcune aziende del settore outbound, ovvero quelle che impiegano operatori che lavorano sulle telefonate in uscita contattando i clienti. In pratica l'intesa - che vieta ogni forma di lavoro subordinato che non sia espressamente prevista come tale e disciplinata dalla legge - ha l'obiettivo di non permettere agli imprenditori di giocare sulla pelle dei lavoratori. Ma l'accordo – sottoscritto da un buon numero aziende di telecomunicazioni - non è piaciuto per niente alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, le quali sostengono che l'intesa «finisce con il rendere strutturale il precariato anziché combatterlo».

Cgil, Cisl, Uil, unitamente alle categorie sindacali firmatarie del contratto delle Telecomunicazioni, pressano viceversa, per garantire il diritto a un contratto di lavoro subordinato agli operatori che lavorano in un call center con l’obbligo di osservare un orario preciso utilizzando strumenti e l’ambiente messi a disposizione dal datore di lavoro. E evidenziano il ricorso quasi generalizzato anche nel Cagliaritano all’utilizzo delle collaborazioni nonostante gli interventi anche di natura sanzionatoria. Replica piccata di Zd.

«L'accordo mette le basi per evitare che lavoro autonomo e lavoro subordinato siano mischiati ad arte dai proprietari più spregiudicati di call center. Dei quali i sindacati dovrebbero occuparsi di più sollecitando seriamente l'aumento dei (troppo pochi) ispettori del lavoro, a fronte dei quali spuntano come funghi anche a Cagliari call center outbound che violano le più elementari regole del lavoro italiano».