Il Cagliaritano sarebbe stato luogo ideale per ospitare una stazione satellitare: c'era l'ok del ministero per le Attività produttive e la copertura finanziaria della legge 488, quella ideata per creare lavoro e sviluppo. Ma il progetto apparentemente realizzato a Guamaggiore tra il 2002 e il 2006 - formalmente si era a metà dell'opera - per la procura della Repubblica non era altro che una copertura per società della penisola sbarcate in Sardegna a raschiare il barile. E truffare lo Stato. Ieri a Roma sono state eseguite quattro misure di custodia cautelare: Carlo Merlo, Alberto Vetriani, Giacinto Sabellotti, sono finiti in carcere; arresti domiciliari invece per Pier Angelo Montanucci. Amministratori coinvolti nel presunto giro di false fatture creato per giustificare il progetto della Kongsberg Sardegna Srl, una società che secondo il Nucleo di polizia tributaria della Finanza non è altro che la facciata per una sfilza di scatole cinesi. Un'operazione di alta ingegneria finanziaria quella messa in piedi per giustificare l'erogazione di 1 milioni e 183 mila euro (chiesti 2,6 milioni) da destinare ad una stazione fantasma, scoperta dagli uomini coordinati sostituto Gian Giacomo Pilia. Il Gip Roberta Malavasi ha accolto la richiesta d'arresto per i reati di truffa, tentata truffa e malversazione. Dei 2 milioni e 600mila euro chiesti nel 2001, il ministero ha effettivamente erogato 1 milione e rotti nell'ottobre 2005, per poi accorgersi che della stazione di satellitare di Guamaggiore - obiettivo: realizzare carte geografiche dell'intero Globo - era stato tirato su soltanto il per cento. E senza software: per l'accusa rimane solo il Dvd della demo, un programma dimostrativo peraltro «artigianale», scrive il Gip nell'ordinanza notificata ai legali Antonio De Toni, Massimo Cucci, Carlo Farina e Fabrizio Lemme. Tra il 2002 e il 2005 (ultima o p e r a z i o n e ) l a Ko n g s b e r g avrebbe simulato l'acquisto di hardware e software ad una società italo-canadese, la Az Global di Vetrini e di un certo Totarenko, ingegnere programmatore assoldato per cedere alla Kongsberg un software da un milione e mezzo di euro (fondi pubblici). Gli stessi soldi - si legge nell'ordinanza - sarebbero in parte rientrati alla Kongsberg dalla finestra attraverso la rete di società collegate ai suoi soci (come la M&M Partners di Merlo e Montanucci). Per l'accusa, la società madre avrebbe ottenuto un doppio risultato: documentando gli investimenti come previsto dal piano ministeriale, sarebbe riuscita ad aumentare il suo capitale sociale. Agli atti, anche assegni per 130 mila euro (sempre soldi pubblici, secondo gli inquirenti) serviti alla sorella di Merlo, Enrica, per pagare un debito contratto per l'acquisto di una casa a Roma. L'inchiesta nasce dall'indagine su Qualità Sardinia, il call center aperto Cagliari da Vetriani con fondi della legge 488. (elena laudante – Il Sardegna) |
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