Cugusi:

Bonaria. Rabbia e sconcerto per l'arbusto tagliato per esigenze televisive

Si annunciano numerose interrogazioni al sindaco e all'assessore al Verde sul pino tagliato nei giardini di Bonaria per far posto ad una postazione televisiva della Rai. La prima sarà depositata lunedì da Massimo Zedda (Sinistra democratica), ne seguiranno altre da parte di tutti il centrosinistra, da Rifondazione al Pd passando per i sardisti.

«Questa storia dell'innocente pino di Bonaria abbattuto dal Comune, su ordine evidente dell'organizzazione, per consentire non meglio precisate esigenze televisive è stucchevole», accusa Claudio Cugusi (Prc-Se). «Ma come? Con le tecnologie che ci sono ancora è necessario tagliare alberi per sistemare una transenna?».
Cugusi propone anche un rimedio: «Visto che il rispetto dell'ambiente è importante nella dottrina della chiesa è primario, perché l'arcivescovo non offre 10 alberi da piantare in città e li fa piantare ai papaboys?». Dura la presa di posizione del cattolico Marco Espa (Pd): «La storia denunciata dall'Unione è triste, un segno dei tempi su come chi esercita pubblici poteri può decidere in barba alla sensibilità ecologica della cittadinanza e senza che i suoi rappresentanti ne sappiano nulla. Qualcuno dirà: quanto rumore per un albero! Non è così, anche perché è un pino di 40 anni con il quale, tra l'altro, avevamo festeggiato insieme due Papi, Papa Montini nel 1970 e Papa Woytila nel 1985, e al quale è stato impedito di festeggiarne un terzo. Non si può celebrare la gradita e attesa venuta del Papa violentando la collina che sta per ospitarlo gratuitamente e senza alcuna necessità. Esigenze televisive? Abbiamo visto a Pechino telecamere volanti, roteanti, con qualunque possibilità di movimento nello spazio. Forse è un problema di costi, ma il Comune non può assecondare queste esigenze».