Il Movimento Sardista e le associazioni collegate appoggiano con impegno Renato Soru e promettono il massimo impegno per aiutare il “Partito Democratico” a vincere le prossime elezioni regionali. Tutto questo è emerso nel corso di un'assemblea tenutasi questo sabato alla “Vetreria” di Pirri. Ai tavoli e suoi muri i manifesti e il materiale elettorale del presidente Soru per un incontro voluto e ercato. Con lo scopo di coordinare le forze in vista delle elezioni del 15 e 16 febbraio. Per vincerle. Elezioni che non vedranno candidato Claudio Cugusi, fondatore del Movimento Sardista e autore di molte lotte per i precari. Lotte sociali e non solo. Una decisione maturata dai vertici del “PD” sardo nelle ultime 48 ore. Nel listino ci sarà Clara De Sousa, mediatrice culturale dell'associazione “isardi” nonché portavoce con Cugusi del Movimento Sardista. Candidata che avrà il massimo sostegno da parte di tutte le associazioni collegate al Movimento Sardista in questo lungo mese di campagna elettorale. INTERVENTI. Il primo a fare il punto della situazione è Nazareno Pacifico, consigliere regionale del “Partito Democratico” durante l'ultima legislatura. “Ci era stato dato l'impegno nella costruzione di una lista per cittadini”- ha detto Pacifico, “ nel 2004 noi ci eravamo impegnati per lavorare una sola legislatura che guardasse verso coloro con pochi diritti e tanti doveri e dove tutti avessero un'opportunità. Volevamo fare dell'impegno politico solo un impegno civile e non professionistico. Sono prevalse altre logiche. Qualcuno vuole restare più tutelato di quanto sia. Nonostante il malumore, noi non possiamo stare che da questa parte della mela. Ci battiamo perché la destra non si impossessi della Sardegna. Sono venuto per testimoniare la mia solidarietà a Claudio Cugusi ma la politica va avanti. Abbiamo il dovere di credere che i partiti siano uno strumento della democrazia. Dobbiamo batterci per chiedere l'elezione diretta dei rappresentanti e per il sistema democratico all'interno dei partiti. Fino a quando ciò non avverrà, io continuerò a non disfare la mia valigia”. Intenti simili a quelli espressi da Paola Peddis, vicepresidente del Circolo “Giustizia e Libertà” e Marco Murgia, dirigente del Movimento Sardista. “Provo rabbia e delusione per la mancata candidatura di Claudio Cugusi”- dice Peddis. “Voglio utilizzare questa rabbia in modo positivo per dare un'anima a un Partito Democratico senza anima”. Per Marco Murgia è necessario portare i temi del Movimento Sardista agli altri candidati del “PD” e allo stesso tempo impegnarsi per “sostenere Soru per battere Berlusllacci o Cappelloni poiché una sua vittoria sarebbe un disastro per la Sardegna”. Parole che aprono la strada alle forti dichiarazioni di Mimmia Fresu, storico sindacalista della Cgil chimici ora impegnato come operatore sociale. “Abbiamo preparato la lista con un commissario “- dice Fresu. “Questo la dice lunga sugli sforzi fatti per presentare uno straccio di lista per affrontare l'avversario. Le lacerazioni all'interno del “PD” rimangono. Se queste elezioni non dovessero essere vinte, queste esploderebbero. Il Movimento Sardista ha dovuto pagare il pegno del noviziato ma è costituito da ideali. Trova la sua forza all'interno dei suoi ideali. Sono queste cose che ci fanno stare insieme. Se la destra vince il desiderio di vedere realizzati i più elementari bisogni manifestati diventeranno labilissimi. Io non sono venuto a celebrare un funerale. La battaglia per il sardismo non è morta e dobbiamo portarla dentro il Partito Democratico. Di solito dico che preferisco perdere una battaglia ma combatterla. Stavolta voglio combattere per vincere”. Cugusi spiega anche i motivi che hanno spinto il direttivo a confluire nel “PD” e spiega quali sono i risultati da raggiungere. “ Noi siamo abituati a sbagliare. Alcuni sbagli devono essere fatti ma o si fa un lavoro di grande unità a sinistra oppure è finita. Saremo sempre delegati all'opposizione o a restare in tribuna osservando le leggi che vengono fatte. La risposta si chiama “Partito Democratico”. Io sarei stato eletto ma evidentemente non si poteva correre il rischio di sacrificare la poltrona di qualcuno. Il 17 febbraio abbiamo due compiti Il primo è abbattere il vecchiume Tutti quanti devono prendere la tessere del “PD” e fare vita politica. Dobbiamo aprire un posto in ogni città e paese dove ritrovarci. Se volete, possiamo chiamarlo anche centro sociale. Dobbiamo fare eleggere questo presidente. Va sostenuto e dopo gli chiederemo com intende costruire il Pd. Se intende rinnovarlo ancora, se intende che debba essere una forza di sinistra o no. La forza della sinistradi popolo e di massa. Comunisti Italiani e i Rossomori mi hanno offerto la candidatura o sono solidali col Movimento sardista. Ma non siamo sardi mobili. Siamo qui e continuiamo a fare politica. Manderemo altri rappresentanti in Consiglio Comunale in futuro ed entreremo nelle Provincie. Non smettiamo di sognare e spieghiamo alle persone quello che facciamo. Siamo un gruppo di giovani e meno giovani che combatte battaglie”. Parole che aprono un altro capitolo della vita politica del Movimento Sardista all'interno del Partito Democratico. Una scelta fatta per rappresentare al meglio l'autentico sardismo. Che non consegna la bandiera dei quattro mori nelle mani del leader del centrodestra ma si oppone a tutti quei provvedimenti dannosi per il territorio sardo. Daniele Murgia |
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