Dopo i sindaci e i premier primarie anche per il Papa e gli allenatori dalla prima categoria (di Claudio Cugusi)

Sta destando interesse l’ultima proposta del tandem Veltroni Franceschini per rilanciare il Pd: le primarie, vero strumento democratico, dovranno essere estese a ogni competizione e per ogni carica. In caso di vittoria al congresso del 25 ottobre, Franceschini farà approvare un nuovo regolamento destinato a cambiare la vita di tutti, evitando oziose polemiche. Si comincia col calcio, l’unica vera passione degli italiani: dalla prima categoria in su la scelta dell’allenatore sarà affidata agli spettatori e ai lettori, veri protagonisti dello sport: voteranno l’allenatore della squadra del cuore e pure delle avversarie scegliendolo tra una rosa di candidati. La campagna elettorale durerà due settimane e si svolgerà con una no stop dentro i bar. Ogni bar sarà anche circolo Pd e il titolare della licenza sarà segretario di diritto sino alla scadenza del contratto di locazione.
Ma le primarie arriveranno presto anche nella Chiesa. La scelta dei chierichetti come quella del confessore: in un Paese cattolico ogni ruolo, ogni funzione dovrà essere sottoposta all’allegro vaglio democratico dell’urna. Nemmeno il Pontefice potrà sottrarsi: munite di sigillo in ceralacca le candidature del Papa dovranno essere presentate in sacrestia. Il Papa potrà essere votato anche da scintoisti, valdesi, sacerdoti wodoo, santeri cubani e atei purché dichiarati. Non è ancora chiaro se i cattolici avranno il diritto di voto: su questo aspetto Franceschini e Veltroni hanno dubbi. Che saranno presto risolti con un referendum via internet.

Claudio Cugusi
giornalista