Dario Franceschini rende omaggio alla memoria di Emilio Lussu e rilancia la sfida dei democratici al centrodestra di Berlusconi. Una cosa avvenuta questo lunedì a Cagliari durante la visita in Sardegna del leader del “Partito Democratico”. Conclusione di una lunga giornata passata nell'isola per sostenere Francesca Barracciu e Bruno Dettori, i due candidati sardi del “PD” per un posto nel Parlamento Europeo. Una visita quella nel capoluogo sardo iniziata con una passeggiata al Bastione di San Remy insieme ai due candidati e ai sostenitori. Persone comuni ma anche noti esponenti della politica sarda come il Presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia e l'ex Governatore , Renato Soru. Una lunga coda che è confluita in un banchetto allestito dal “Movimento Sardista-Partito Democratico” a pochi metri da Piazza Martire. Propri li, di fronte alla piazza, si trova l'abitazione di Emilio Lussu, politico antifascista e fondatore del “Partito Sardo d'Azione” oltre che socialista. A sinistra, insomma. Principi sardisti ai quali il Movimento si ispira. In quella zona, Franceschini ha tenuto il suo discorso. Una sorta di omaggio da parte del Segretario democratico a uno dei più illustri esponenti della sinistra sarda. PARLA L'EX GOVERNATORE. A lanciare la prima offensiva contro il centrodestra nel breve incontro con gli elettori è stato l'ex Presidente della Regione, Renato Soru. Che ritorna a parlare in pubblico dopo la pesante sconfitta elettorale subita lo scorso febbraio. Un modo per dare il proprio sostegno a Francesca Barracciu e Bruno Dettori nella loro corsa verso l'Europa. “Dobbiamo utilizzare questo appuntamento elettorale per dare un bel segnale a Berlusconi.”-dice Soru. “La destra in Sardegna non è un progetto politico. È solo un appropriamento di potere. Se cosi non fosse come mai i deputati sardi del “Popolo delle Libertà” non alzano la voce per dire che non sono complici del Presidente del Consiglio sulla questione relativa allo spostamento del G8 ? Non lo fanno perché hanno un progetto di potere”. Parole dure, precedute dall'appello fatto dai due candidati agli elettori democratici: andare a votare in massa per riuscire a portare due rappresentanti sardi in Europa, annullando cosi il limite dovuto all'accorpamento dei seggi con la Sicilia. LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCHINI. A chiudere l'incontro è lo stesso Segretario nazionale del Partito Democratico, Dario Franceschini. Che non risparmia critiche a Berlusconi e al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci. “La mia visita in Sardegna è un'occasione per incontrare l'Italia vera”- dice Franceschini. “Non se ne può più di una classe dirigente che parla troppo e non ascolta. Ascoltare è l'unico modo per fare scelte forti. La televisione è un'altra cosa. Il Presidente del Consiglio ha fatto solo televisione. Si parla, non si ascolta e si evitano incontri scomodi”. Idee chiare anche sull'attuale crisi economica e sulle politiche adottate in merito dall'attuale governo. “Vogliamo uscire presto dalla crisi economica. Noi siamo i primi a dire che siamo di fronte a una crisi globale a non si può dire a una persona in difficoltà di arrangiarsi in qualche modo perché chi non ha le spalle robuste rischia di non farcela. Le proposte fatte servivano ad aiutare queste persone come l'assegno per i disoccupati e le piccole imprese, aiuti per chi fosse di povertà assoluta, una cosa che riguarda un milione di famiglie. Abbiamo chiesto alle classi agiate , noi parlamentari per primi, di donare una piccola parte dell'Irpef a queste fasce. Una grande forza riformista deve fare il bene del paese anche quando è all'opposizione e deve alzare la voce quando c'è bisogno di farlo. Noi vogliamo sfidare Berlusconi sulla serietà nella politica. Ha fatto delle promesse elettorali roboanti e ha fatto scendere una cappa di silenzio su di esse. Noi abbiamo candidato solo persone ben radicate nel territorio e che non fossero incompatibili con la carica di Parlamentare Europeo”. L'ultima parte dell'intervento è legato alla polemica con il Governatore Cappellacci, definito da Franceschini come un “lacchè” del Presidente del Consiglio. Parole poco gradite all'attuale numero uno della Sardegna che ha accusato il leader democratico di “offendere tutti i sardi”. “Sono stato anche troppo buono”- dice Franceschini: “Berlusconi ha centralizzato su di lui la campagna elettorale qui in Sardegna. Ha deciso da solo di spostare il G8 da la Maddalena a L'Aquila scusandosi poi in conferenza stampa di non aver avvertito il Presidente della Regione”. Insomma, l'opposizione “soft” della gestione Veltroni ha lasciato posto a un altro modo di fare politica in minoranza. Un metodo che punta a proporre soluzioni per il bene del Paese e che alzi la voce quando è necessario. Un obiettivo da realizzare per rendere il “PD” una vera grande forza riformista. Daniele Murgia |
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