Trecento cagliaritani hanno subito danni alla loro auto nell'alluvione di un
anno fa. Danni alla loro auto e non anche alla loro abitazione: per questo
hanno presentato richiesta di indennizzo, con tanto di fatture del meccanico, negli uffici di via Sauro. Centinaia di automobilisti residenti nell'hinterland si trovano nella stessa condizione e anche loro, come i cagliaritani, norme alla mano non hanno ricevuto e non riceveranno un euro di indennizzo.
A cosa si deve questa discriminazione? Al governo italiano e alla giunta
regionale, che hanno stanziato fondi per gli alluvionati ma non per gli
alluvionati “atipici”, come gli automobilisti che quel 22 ottobre hanno visto la loro macchina navigare come fosse una gondola.
Sarà una battaglia senza frutti ma non è una battaglia inutile quella che in tanti, a colpi di avvocato, si apprestano a combattere in città. Perché segna e ribadisce, puntando il dito contro il legislatore, un principio generale: i danneggiati sono tutti uguali. E a tutti va prestata, in tempi celeri, pubblica solidarietà. I cittadini dell'Aquila come i pirresi, gli automobilisti come i proprietari di case: valgono tutti allo stesso modo. E quando non sono tutti uguali è il caso di preoccuparci seriamente.
Claudio Cugusi
giornalista