Maurizio, quarantenne tetraplegico di Quartu, non credeva ai suoi occhi. Sei Ferrari testarossa tutte per lui, su una strada chiusa apposta per lui. E poi quel giro a bordo fino al Poetto: ogni rombo di motore un sussulto al cuore. Per una giornata indimenticabile. La Ferrari era il suo desiderio proibito. Quante volte l’aveva vista e sognata in Tv o sulle riviste e di questo amore impossibile si è interessato il gruppo Sos di Quartu che si è rivolto al consigliere comunale Prc Claudio Cugusi e ha lanciato un appello: «C’è un ferrarista sensibile disponibile a portare Maurizio a fare un giro a bordo di una testarossa». Dopo l’appello, sono arrivate le risposte, pronte e immediate. Il club Ferrari Italia ha contattato e organizzato la giornata memorabile per Maurizio. Sabato mattina via Rattazzi a Quartu era chiusa al traffico dai vigile della municipale.
Maurizio alle 10 e mezza ha ricevuto i volontari convinto di dover andare alla consueta passeggiata settimanale. Ma quando è sceso ha trovato un corteo di sei Ferrari testarossa e lì ha capito tutto e poi non ha capito
più nulla. Si è messo a urlare e si è portato le mani in testa incredulo. E dopo un breve saluto è salito a bordo: per la prima volta nella sua vita era su una Ferrari. Scortato dalla municipale il corteo si è recato verso il Poetto, dove con le dovute precauzioni, Maurizio ha conosciuto le potenzialità del motore della Rossa. Tornato a casa, il momento dei saluti e delle lacrime dei volontari. «L’unica preoccupazione era legata al fatto che l’emozione non lo provasse troppo», raccontano Clorinda Dessì e Carla Schirru, «ma è andato tutto bene, Ringraziamo l’Aism e il coordinatore regionale dei ferraristi Mario Spiga». Maurizio ha anche ricevuto due targhe, la t-shirt e il cappellino Ferrari. E non finisce qui. A maggio sarà l’ospite d’onore al raduno regionale dei ferraristi.
Sta già contando i giorni sul calendario. Un desiderio che si è realizzato. Un sogno che è diventato un rumore inconfondibile: il rombo della Ferrari. Un sabato indimenticabile. ■ EN.NE