«Ditemi cosa devo fare, il Comune scriva l'accordo di programma. Lo faccia nel modo che preferisce, noi gli verremo dietro». Fa caldo nell'anfiteatro del vecchio borgo di Sant'Elia. Per il presidente della Regione Renato Soru l'accordo di programma sulla riqualificazione del quartiere, sul museo Betile e sul campus universitario è un argomento scottante. Dando le spalle alla chiesa si capisce perché la zona è appetibile: il panorama è di quelli da cartolina. Ieri mattina il centrosinistra ha convocato un incontro nella zona che anche alle ultime elezioni gli ha dato uno smacco mica da poco, confermandosi la roccaforte del Centrodestra. L'intervento del presidente della Regione è stato preceduto da quello del consigliere del Partito democratico Marco Espa. «Siamo qui per denunciare un fatto drammatico per la città. Aver bloccato l'accordo di programma è un'azione scellerata». Ninni Depau, capogruppo Pd in Consiglio comunale, ha poi parlato di strategie. «Il sindaco nel giro di una settimana ha stracciato il patto. La Giunta fa un passo avanti e immediatamente dopo due indietro. Tutto perché il Corpo forestale ha consegnato un avviso di garanzia a un dirigente comunale. Abbiamo deciso di non fermarci e di portare avanti una campagna di mobilitazione affinché questo progetto non venga sacrificato. Qui il degrado va avanti da oltre 40 anni e mai come questa volta ci siamo sentiti in sintonia con Cagliari».
Per Claudio Cugusi (Prc-Se) «la firma del sindaco non ha più valore. Abbiamo paura che neanche i prossimi progetti vengano rispettati. Non c'è solo il Betile, ma anche il campus universitario e il quartiere di Villanova». L'assessore regionale alla Pubblica istruzione Maria Antonietta Mongiu ha ribadito l'importanza di Sant'Elia per il capoluogo e ha ricordato quando «lavoravamo con don Vasco Paradisi per far crescere il quartiere e con la mobilitazione del Centrosinistra e delle forze cattoliche impedivamo la deportazione dei cittadini». |
|||





