Il miracolo della scuola di via Caboni nei giorni della riforma che licenzia (di Claudio Cugusi - Epolis)

Nei giorni della riforma che non riforma ma licenzia, positivi segnali arrivano per fortuna dalla scuola cagliaritana. In via Caboni, trecentocinquanta bambini delle elementari sono tornati in classe e hanno trovato un istituto all'altezza dei loro bisogni. In un anno appena la scuola dedicata al poeta Montanaru è stata ristrutturata a spese del Comune: un piccolo miracolo in una città dove la riparazione delle case popolari di via Podgora è in corso da trenta mesi e dove le voragini si aprono ogni tre per due. In via Caboni, invece, la mano dei muratori ha toccato anche la palestra e il campo sportivo: tutto nuovo, tutto perfetto. Sabato scorso, senza squilli di tromba, con una sobrietà che di questi tempi andrebbe rivalutata, la piccola festa di inaugurazione e il passaggio di consegne tra i direttori: Giovanni Mazziotti va via, arriva Francesco Manconi.

I disagi non sono mancati, certo. Ma era necessario per un istituto modello: al Montanaru, come in altre elementari della città, oltre
all'italiano i bambini imparano sardo e inglese grazie a insegnanti che ancora credono nella scuola pubblica. Peccato che la scuola pubblica non creda tanto in loro: solo un miracolo nella composizione delle classi ha sventato i danni legati ai tagli della Gelmini. Festeggiamo, dunque, dove possiamo. Non dappertutto: per il governo amico la Sardegna è un posto qualunque. E la sorte delle scuole di tanti piccoli comuni sardi non sarà certo felice come quella di via Caboni.

Claudio Cugusi
giornalista