Il Movimento sardista considera esaurita la lunga e positiva fase politica di alleanza con il Partito della Rifondazione comunista, culminata nella scorsa primavera con la fallimentare esperienza della Sinistra Arcobaleno, determinata da una serie di limiti che il Movimento sardista ha saputo evidenziare tra i primi, nonostante un elevato grado di sordità collettiva.
L’evoluzione del quadro politico italiano, che ha portato dunque all’esclusione della sinistra d’alternativa dal Parlamento, l’avanzata materiale e subculturale delle destre, la crescita continua della fiducia verso il governo Berlusconi, la necessità di affrontare e di indicare soluzioni concrete a questioni politiche e sociali che appaiono molto più complesse di come talvolta sono state rappresentate dalla sinistra d’alternativa, tutti questi elementi indicano ineluttabilmente al Movimento sardista la necessità di guardare oltre: verso la costituzione di un grande partito del socialismo e del riformismo, che contrasti gli effetti del capitalismo non sul terreno della vuota demonizzazione ma di un’alternativa economica credibile e praticata.
La situazione della Sardegna, poi, alla quale il Movimento Sardista dedica la sua maggiore e migliore attenzione e il suo impegno quotidiano nelle organizzazioni sociali che lo compongono, è tale da richiamare gli autonomisti e i sardisti più avveduti a una scelta definitiva e di lunga prospettiva. E’ necessario elaborare, anche con il nostro contributo, un progetto di lunga crescita della Sardegna che sia ambientalmente sano, ovvero punti a generare posti di lavoro stabili nelle zone interne come nelle città, privilegiando il sistema della piccola e media impresa, applicando il federalismo interno alla Sardegna nel rapporto Regione – Enti locali, facendo leva sulla qualità dell’ambiente e della produzione energetica rinnovabile tesa al raggiungimento dell’autosufficienza energetica dell’Isola.
Siamo totalmente convinti che soltanto dal rafforzamento dell’economia della Sardegna, intesa non con i parametri dello sviluppismo tipici del Pil ma con quelli del benessere interno lordo (Bil), possa iniziare un’epoca felice per la nostra Isola, dentro un quadro di rapporti istituzionali corretti, equilibrati, di pari dignità, con l’Italia e con l’Europa.
Antonio Gramsci, Emilio Lussu, Umberto Cardia, Giovanni Lilliu e tutta la migliore tradizione del socialismo e dell’autonomismo hanno insegnato nel secolo che si è appena chiuso che l’autonomia non è tanto una questione di riforme istituzionali quanto una felice (e talvolta infelice) conseguenza di scelte di macroeconomia. Noi riteniamo che elevando le condizioni materiali del popolo sardo si possano interrompere pericolosi processi di frammentazione sociale, si rafforzi al tempo stesso l’unità del popolo sardo e si costruisca la sua nuova identità di popolo pacifico del Mediterraneo.
Il Partito democratico, che si avvia ora alla fase di costituzione e che è stato sinora caratterizzato da limiti dettati tutti dalla complessità dell’obiettivo, rappresenta per noi l’unico luogo politico dove contenere ed esprimere sistematicamente le aspirazioni del socialismo, del riformismo, della laicità dello Stato e della società, della difesa dei diritti dei più deboli. Della civiltà.
Abbiamo l’ambizione di pensare che il Partito democratico in Sardegna debba anche essere, con il nostro modesto contributo e quello di tanti che osservano i processi democratici, il luogo del nuovo autonomismo e del sardismo, libero da ambiguità e dalla visione folkloristica e reazionaria dell’identità.
Per queste ragioni, il Movimento sardista e tutte le organizzazioni sociali collegate, i suoi rappresentanti nelle Istituzioni dichiarano di aderire al Partito democratico e si impegnano da subito alla sua crescita, facendo delle diversità un valore e una ricchezza: non una ragione di divisione e disunione ma l’occasione del confronto e dell’affermazione della buona politica. Davvero vicina, costantemente vicina ai problemi e alle aspirazioni dei Sardi.
Fortza Paris
Cagliari, 16 ottobre 2008
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Il direttivo del circolo Giustizia e Lbertà - Cagliari del Movimento sardista è convocato per questa sera alle 20.30 nella sede di via San Lucifero 56.
Il presidente
Renato Chiesa