Il pd volti pagina le risse non servono
Si può apprezzare il buon senso di Rosi Bindi che un qualche legame popolare lo ha coltivato che ha preso le distanze da Parisi e dal rischio di un’accelerazione della crisi del Pd. Ma la rissa di tutti contro tutti, messa in scena in un partito in palese difficoltà, non può non suscitare un allarme in ogni democratico inteso come amante della democrazia, non come associato ad un partito e in ogni persona di sinistra. Qual è l’origine di questa difficoltà? Il non aver voluto fare davvero i conti con la sconfitta elettorale, tragicamente accentuatasi in Sicilia, pensando che, in definitiva, riguardasse solo altri.
«Tutto bene, madama la marchesa», ripete Bettini senza convinzione. Procedendo così si va invece verso una disfatta ancora più grande. È stato un errore grave per il Pd andare da soli alle elezioni, come per la sinistra accettare di buon grado una separazione consensuale è stato un suicidio annunciato. Ora il Pd uscirà da queste diatribe interne a i teodem contro i popolari, Fioroni e Franceschini con Veltroni contro Marini con D’Alema, le sinistre interne senza posti e senza voce, e si potrebbe
continuare - solo se saprà girare pagina. Prima di tutto non solo facendo opposizione, ma costruendo un nuovo tessuto unitario delle opposizioni. Il Governo ha messo in moto cambiamenti radicali, alcuni palesemente incostituzionali, altri che disegnano un ritorno ad un’Italia delle corporazioni e della carità, senza diritti. Ma i salari non crescono, né le pensioni. Come si vuole dare voce a quest’Italia, attorno a quali punti - a cominciare dal carovita: non si impone forse un’indicizzazione delle
retribuzioni e delle pensioni? e, se si vuole promuovere una grande manifestazione, sarà propaganda di un partito, o invece un grande evento unitario di tutte le forze di opposizione dentro e fuori dal Parlamento? Il Pd dovrà uscire dal suo superbo e sterile isolamento, ammettendo che per governare l’Italia occorrono anche altri. Sarà un Pd Socialdemocratico, con una forte ala sinistra, alleato con i centristi? sarà un Pd centrista che guarderà con simpatia ad un’Epinay italiana delle forze socialiste, radicali, ecologiste, altermondialiste, per un nuovo centrosinistra? Vedremo. Ma la cosa peggiore sarebbe proseguire con la navigazione sotto costa del dopo 13 aprile. Ci si incaglia o si va a naufragare sul primo scoglio.