Impronte ai minori in tutti i campi rom

«Non si tratterà di una schedatura etnica, bensi di una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti». “Loro” sono i minori che vivono nei campi
nomadi: le forze dell'ordine gli prenderanno le impronte digitali e da quel momento, se trovati a chiedere l'elemosina, li toglieranno ai genitori, che perderanno la patria potestà. Quando le forze dell'ordine andranno nei  campi rom per effettuare il censimento, assicura Maroni, saranno accompagnate dal personale della Croce Rossa. Il ministro dell'Interno è convinto che la raccolta delle impronte garantirà «a chi ha il diritto di
rimanere di vivere in condizioni decenti». Di tutt'altro  avviso l'associazione “Opera Nomadi” di Milano: «Maroni si contraddice. Prendere le impronte ai minori è un fatto ignobile oltre che illegale». «Laddove non c'è notizia di reati - continuano dall'associazione
non si capisce perché una persona sia costretta a subire questo  trattamento ». Opera Nomadi spera che si tratti «di uno dei tanti annunci
che si fanno in questi giorni» e che il governo torni sui suoi passi,
anche perch�� «un censimento, se necessario, va fatto con strumenti legali».
Maroni non si ferma qui: il giro di vite che il Viminale vuole imporre sui clandestini riguarderà anche le badanti. L'esponente del Carroccio boccia il piano presentato dai ministri Sacconi e Carfagna, che prevede
una sanatoria per chi assiste «persone che abbiano compiuto
il settantesimo anno di età, oppure siano affette da gravi patologie
o handicap che ne limitano l'autosufficienza». «Sono e resto nettamente contrario a qualsiasi sanatoria generalizzata », spiega Maroni, per il quale «o sei regolare o sei irregolare, non c'è un modo per sanare i giusti e mandare indietro gli ingiusti ». Il ministro dell'Interno ritiene che «è tecnicamente non facile fare una norma che prevede la figura del quasi clandestino o dell’eticamente regolare: o sei regolare o non lo sei». 
E poi, si chiede, «perch�� una badante sì e un muratore no?>>

( il sardegna 26/06/'08)