La Costituzione nella scuola elementare Santa Caterina di Cagliari (da Epolis)

Fa paura (e arriva da una precisa matrice politica, quella del partito
dell'amore che vincerà sull'odio) la condanna nei confronti delle insegnanti della scuola elementare Santa Caterina, colpevoli di aver tenuto fuori dalla classe i canti a Gesù bambino per non offendere due alunni musulmani.

Fa paura perché la presunta responsabilità di queste insegnanti non è fondata: la scuola pubblica è laica e per questo esistono le ore di religione, facoltative. Per chi non è d'accordo ci sono le scuole delle suore e dei preti: accettano iscrizioni.
Ripassiamo la Costituzione, visto che l'Italia ne ha una: è lì il principio
di laicità dell'istruzione pubblica. Punto. Di conseguenza, nella scuola
pubblica anche il Natale è laico come sono laici i testi di scienza, dove non compare il Creatore ma il Big Bang. Nella scuola pubblica, nelle materie diverse dalla religione, non può esserci spazio per Gesù bambino ma per la sua versione pagana e commerciale, Babbo Natale. Peraltro ospite fisso di tv e vetrine dai primi di dicembre.
Questi argomenti valgono pure al contrario: come si può pretendere che un insegnante costringa bambini musulmani a imparare canzoni che rievocano la Natività o la Pasqua? Certo, sono valori massimamente diffusi nella società sarda e in quella italiana. Ma non sono ovunque i valori di tutti. E nemmeno a Cagliari, dove civilmente vive qualche migliaio di famiglie immigrate e non cattoliche. Qualche adulto dovrebbe tornare a scuola (di educazione civile) e
imparare a rispettare anche quelle.

Claudio Cugusi
giornalista