La mamma degli imbecilli è sempre incinta e partorisce al Sant'Elia (di Claudio Cugusi - Epolis)

Ora, è un fatto noto che l’imbecillità dell’uomo sia equamente distribuita in tutto il globo e dunque anche in terra di Ichnusa. La conferma a questa regola millenaria si è manifestata ieri pomeriggio allo stadio Sant’Elia. Sonoramente: un esponente della categoria (quella degli imbecilli, appunto) ha ben pensato di lanciare un petardo potentissimo quando le squadre rientravano in campo. Il botto, che seguiva altri due, esplosi durante il primo tempo, è stato davvero
violento oltre che insulso. E un calciatore della Roma, tale Pizarro, è rimasto stordito. Forse ha provato a fare melina, forse davvero il botto lo ha fatto stare male.

Il fatto è che l’arbitro ha sistemato le squadre sotto il tunnel e per due minuti i tifosi del Sant’Elia hanno pensato al peggio: sconfitta a tavolino, campo squalificato, penalizzazioni, sanzioni corporali. Un rischio grande così per nulla, per il misterioso piacere di brillare una mina in mezzo a decine di migliaia di tifosi pacifici. Con la conseguenza che il Cagliari calcio dovrà pagare una multa salata per il gesto di un figuro che di tifoso non ha nulla.
Verrebbero naturali una serie di domande, la prima delle quali è: se sugli spalti persino l’acqua va bevuta nel bicchiere, com’è possibile che qualcuno riesca allo stadio con un kit da minatore addosso? Ma l’aspetto più triste e meno sportivo della vicenda è che se l’arbitro avesse fermato la gara non avremmo potuto mai assistere alla Befana rossoblù: quei cinque minuti che hanno cambiato il risultato, da dedicare tutti a Marius.

Claudio Cugusi
giornalista