Latte alla spina, a Ghilarza un self service per abbassare il prezzo (dall'Unione Sarda)

Un allevatore di Ghilarza ha aperto il primo distributore automatico della Sardegna: prodotto fresco 24 ore al giorno.

Il self service del latte alla spina

Costa un euro al litro. E la bottiglia si porta da casa

Fabio Oppo, 35 anni, allevatore di Ghilarza, ha sfidato la burocrazia per aprire il primo distributore sardo di latte vaccino proprio sotto casa. «Il record? Centro litri in un giorno solo».

GHILARZA Il latte fresco? Alla spina. Rigorosamente self service. A Ghilarza, un paesone di 4.720 abitanti con tante case dalla facciata in basalto, si può. Al numero 13 di via Omodeo, al piano terra della palazzina della famiglia Oppo, funziona il primo distributore automatico di latte fresco di mucca della Sardegna, uno dei 750 operativi in Italia (in effetti ce n'è un altro a Tortolì, ma eroga latte di capra). Basta avere una bottiglia da litro e una moneta da un euro e voila , in una quindicina di secondi l'erogatore ricambia con un prodotto munto in giornata. Fresco ed economico, visto che si risparmiano alcune decine di centesimi.

LA MUNGITURA Ogni mattina, prima che il sole sorga, Fabio Oppo, 35 anni, e suo padre Fiorenzo, raggiungono l'azienda agricola di Trempu, dove allevano una sessantina di capi bovini. Un quarto d'ora prima delle 7, quando rientrano a casa con i recipienti del latte, la signora Caterina, la madre di Fabio, ha appena finito di ripulire il distributore. «Ha un regolatore elettronico della temperatura e può contenere sino a 100 litri», spiega Fabio Oppo, «ma noi ci regoliamo a seconda della richiesta media, ogni giorno, dei nostri consumatori».

VENDITA DIRETTA Una filiera cortissima, quella allestita dagli Oppo: dalla stalla al consumatore. Socio conferitore di un'importante cooperativa del Marghine, che produce formaggi vaccini apprezzati in tutto il mondo, il giovane imprenditore agricolo, l'estate scorsa, si lascia tentare dall'idea anche della vendita diretta. «Non sapendo a chi rivolgermi, ho chiamato il titolare dell'azienda lombarda che ci ha fornito la mungitrice meccanica, scoprendo che loro stessi costruivano gli impianti, persino su misura». Franca Maria Carai, esperta di sistemi di qualità aziendale, predispone - con la collaborazione della Asl di Oristano - il manuale di autocontrollo. «Siamo a settembre del 2007 ma», racconta Oppo, «per poter partire abbiamo aspettato più di quattro mesi. Mica facile star dietro alla burocrazia».

OTTIMO AVVIO La partenza è stata lanciata. «Abbiamo stampato 5 mila volantini, distribuiti a Ghilarza e in qualche paese vicino, annunciando l'avvio della Fabio-Lat. I primi tre mesi sono stati in crescendo». Sino al record. Caterina Demurtas lo ricorda bene. «Era la vigilia di Pasqua, il 22 marzo: 100 litri!». C'è stata una leggera flessione, sino ai 40 litri erogati, in media, nei mesi estivi. «L'abbiamo messo in conto», riprende Fabio Oppo. «Qui non arrivano molti turisti. E un po' di ghilarzesi si spostano per le ferie. Ma già dopo Ferragosto c'è stato un leggero incremento. Siamo comunque soddisfatti: 40 litri al giorno significa 1.200 euro. Tolte le spese, ti restano 700-800 euro. C'è sacrificio, ma io ci credo e penso che il mercato possa crescere».

I CONTROLLI Ogni giorno Oppo mette mano al registro di carico e scarico, al registro dei corrispettivi, al manuale di autocontrollo. «Ho un contratto con l'Associazione provinciale allevatori di Oristano per la verifica della qualità del latte e con uno studio di Norbello per il controllo delle analisi. Grasso, proteine, carica batterica, è tutto sotto monitorato. Sarà anche per questo», aggiunge Oppo, «che tanti colleghi, arrivati qui a Ghilarza da Perfugas, Marrubiu, Villacidro, Oristano, Sindia per saperne di più, forse si sono scoraggiati e non hanno mai avviato l'attività. Ma devono crederci».

CONTATTO UMANO «Il distributore», sottolinea Oppo, «è in funzione 24 ore al giorno. La notte è sufficiente avvicinarsi alla macchina per far scattare la cellula fotoelettrica, che illumina la zona». Rispetto agli erogatori in funzione in molte altre zone d'Italia, spesso davanti ai market o lungo importanti snodi stradali, «io dico che la nostra formula, con il distributore sotto casa, da noi è l'ideale. Per il lancio dell'iniziativa abbiamo acquistato 500 bottiglie di plastica da mettere a disposizione dei clienti». Qualcuno, se dimentica il contenitore, suona al campanello di casa Oppo. «Sanno che qualche bottiglia è sempre a disposizione». L'importante è azzeccare l'ora. «Ieri», racconta Caterina Demurtas, «qualcuno ha preso il latte verso mezzanotte». In punta di piedi, nel silenzio di via Omodeo, a Ghilarza. Con un euro in una mano e, nell'altra, una bottiglia da riempire.

Emanuele Dessì - Unione Sarda

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So che l'idea del distributore è nata in Germania e anche il altri paesi dove è forte il consumo di latte. E' intelligente non solo perché abbassa il prezzo finale ma anche perché soddisfa un bisogno che può non avere ora (vedi il latte per i bambini). Secondo me si estenderà nel resto della Sardegna e pure in fretta. (c.c.)