Lavoratori Alcoa e manganelli: per la stampa italiana non fanno notizia (di Claudio Cugusi - Epolis)

Prima erano i sequestri e le rovesciate Gigi Riva. Poi le ville di
Berlusconi.
Ma perché per i media italiani la Sardegna fa notizia soltanto secondo uno schema precostituito? Chiedetelo all'Ansa. Alle 20 di ieri appena due lanci
di agenzia segnalavano che gli operai dell'Alcoa, a Roma per reclamare dal Governo il diritto ad esistere, sono stati caricati dalla polizia. Due lanci d'agenzia appena: se i randelli e gli scudi di Stato si fossero abbattuti sulle schiene di operai di altre regioni, magari del Nord, sarebbe nato il caso. Almeno, sui siti on line (che oggi rappresentano una fonte di informazione potente) la news sarebbe stata collocata in primo piano. Due lanci appena: quanti se ne dedicano al terzo convegno italiano degli osservatori di gnu. A qualunque notizia di serie B.

E' chiaro che se le agenzie di stampa non scrivono di un fatto, poi i giornali e le tv e i siti non scriveranno. Così sarà: la carica subita dai lavoratori sardi finirà sotto silenzio.

Forse è un fatto di pigrizia, forse è un problema di distanze geografiche,
forse il redattore capo aveva altri pensieri: chissà. Tutto fa pensare,
però, che la Sardegna meriti un titolo solo se rispetta il clichè. Il fatto è che i lavoratori dell'Alcoa stanno cercando di scongiurare la fermata degli impianti e la morte per fame. E respingerli perché hanno cercato di raggiungere piazza di Spagna e via del Corso è stato un gesto molto discutibile. Non approfondire la notizia è peggio.

Claudio Cugusi
giornalista