Lavoro, un mondo di zombi: l'ultima alla Asl 8 (di Claudio Cugusi - Epolis)

Succede di tutto in questo enorme casino che si chiama mondo del lavoro. Un mondo popolato da zombi: con la crisi, che in Sardegna ha rivolti gravissimi e ancora incalcolabili, sono più i morti viventi dei vivi-vivi.
Prendiamo una storia, minima come tante altre eppure emblematica: una
settimana fa trenta lavoratori dell'Asl 8 hanno ricevuto il regalo di Natale.
Fine del loro contratto. Sono lavoratori interinali, per due anni e mezzo hanno garantito servizi importanti. Non sono cardiochirurghi, certo, ma una Asl va avanti anche con i magazzinieri, con gli autisti, con il personale ausiliario.
Nulla: dall'oggi al domani, senza nessun preavviso, questi lavoratori sono
tornati a casa a girarsi i pollici. Padri e madri di famiglia, che non possono
contare su uno straccio di ammortizzatore sociale. Probabilmente sbagliano, come invece fanno altri, a non far sentire la loro voce di quarantenni con famiglia a carico e il conto a secco. Ma l'impressione generale è che come loro, silenti e senza un euro, lontani dalle attenzioni dei sindacati (anche loro non ce la fanno più a seguire tutte le crisi aziendali in atto), ormai siano in tanti. I primi mesi si guardano intorno. Poi, quando l'unico welfare possibile (ossia i risparmi dei genitori) cessa di funzionare, parte la depressione; la ricerca disperata e inutile di un altro lavoro; le giornate in nero come aspirante manovale; le code alla circoscrizione sperando che l'assistente sociale elargisca il sussidio del Comune. E' la faccia più triste di una società orrenda: ma chi ha voglia di cambiarla davvero?

Claudio Cugusi
giornalista