Le case fantasma di via Castelli: l'Unione sarda parte dalla mia denuncia

Per ora gli assegnatari non possono riscattare gli immobili, presto in Consiglio il piano di vendite
Le case-fantasma di via Castelli
Mai accatastati i 287 appartamenti del Comune
A settembre una ventina di assegnatari ha già chiesto di poter concorrere al riscatto dell'abitazione.

Quei trecento appartamenti per il catasto non esistono. Anche se è difficile considerarli abusivi, visto che sono stati costruiti nel 1983 dal Comune con fondi finalizzati all'edilizia popolare.
Realizzati in via Castelli (sul colle di Tuvumannu), assegnati e mai regolarizzati. Tanto che ora è partita una corsa contro il tempo per l'accatastamento d'urgenza, senza il quale l'amministrazione non potrà cedere gli immobili.
LA GRANA Mentre l'assessorato al Patrimonio prepara il nuovo piano di alienazioni di abitazioni di proprietà comunale, i problemi maggiori li sopportano i residenti di via Castelli. Per l'esattezza gli occupanti di 287 appartamenti che saranno messi a disposizione degli assegnatari che faranno domanda di riscatto ma che, attualmente, sono sconosciuti al catasto.
Una vicenda che ha del paradossale e che sembra sintomatica delle modalità con le quali nel passato è stato gestito il patrimonio immobiliare comunale.

LA RICHIESTA Il caso è emerso in tutta la sua gravità quando un consigliere comunale dell'opposizione consiliare (Claudio Cugusi), nello scorso mese di settembre si è fatto portavoce dell'istanza presentata da una ventina di assegnatari, che chiedevano lumi circa la possibilità di riscattare le abitazioni nelle quali risiedevano. «In effetti allora ci si è accorti dell'esistenza di questo problema, che arriva dal passato - fanno sapere dagli uffici dell'assessorato al Patrimonio - ma c'è da dire che da quel momento sono state celermente avviate le pratiche per l'accatastamento. Procedure che potrebbero essere completate prima dell'estate».
IL PIANO CASA Dal canto suo la Giunta comunale è intenzionata ad andare avanti come programmato: il nuovo piano di vendita di parte del patrimonio immobiliare pubblico (dopo quello degli anni scorsi) sarà portato entro un paio di settimane all'attenzione del Consiglio e dovrebbe riguardare circa 700 appartamenti, compresi i 287 di via Castelli. Per allora le difficoltà burocratiche dovrebbero essere superate e la procedura di passaggio delle case potrebbe essere semplificata. «La legge stabilisce che le abitazioni devono essere cedute a un prezzo pari al valore catastale e non commerciale», dicono ancora dagli uffici comunali. Facile stabilire che il prezzo medio per unità immobiliare sarà di circa ventimila euro, anche se le valutazioni andranno fatte caso per caso, a seconda della tipologia, metratura e condizioni dell'appartamento.
A. MURONI

..........

Intervista. L'assessore al Patrimonio Luciano Collu assicura risposte in tempi brevi
«Stiamo risolvendo la situazione»

L'assessore abbozza e si assume la sua parte di responsabilità. E per la restante, che lui giudica maggioritaria, invita a cercare altrove. Ma premette di aver presente il problema e assicura una via di uscita in tempi ragionevoli. Luciano Collu, dominus dell'assessorato Patrimonio, ne è convinto: «È una questione in via di risoluzione. Presto chi vorrà riscattare la casa potrò farlo anche in via Castelli. Tra l'altro quel comparto è uno dei più problematici, perché c'è anche la questione degli espropri di Tuvixeddu e Tuvumannu».
Ma come è potuta accadere una vicenda come questa?
«Sinceramente non lo so e nessuno è in grado di stabilirlo. È eredità di un passato lontano, quando forse le cose non erano gestite al meglio».
Ma non pensa ci sia qualcuno che si senta danneggiato?
«Magari sì. Ma non possiamo fare di più. Tra l'altro un piano organico di vendita sta per essere presentato all'esame del Consiglio. E si parlerà anche di via Castelli».
Si sente di escludere che, in giro per la città, ci siano altri casi del genere?
«Non si può escludere niente. Ma il censimento del patrimonio immobiliare da noi voluto dovrebbe consentire di escludere nuove situazioni del genere».

Il Comune possiede 4419 terreni, 4976 fabbricati e 1340 strade, per una valore di mercato che è di 1,5 miliardi di euro. Una delle più cospicue proprietà immobiliari per quel che riguarda i Comuni italiani, con una delle rendite più basse in assoluto. Nel 2006 il sindaco annunciò di voler effettuare una rivoluzione in materia, ricontrattando gli accordi in essere e adottando una politica di vendita in base ai prezzi di mercato. Ma poco è stato fatto.

Cosa prevederà il piano di alienazione che sta per essere presentato al Consiglio?
«Non vorrei entrare nei dettagli per una questione di rispetto dell'assemblea civica. Ma l'intenzione è quella di mettere sul mercato, naturalmente privilegiando gli attuali occupanti, circa 700 abitazioni oggi concesse a canone agevolato. È prevista una vendita a condizioni sociali, con particolari condizioni di acquisto per i residenti e dilazioni fino a 15 anni con tassi di legge, per chi non è in grado di acquistare in contanti»
Cosa risponde a Cugusi (Pd), che le chiede di accelerare le procedure e di proporre un piano per la costruzione di case?
«Che siamo qua per fare queste cose. Ci sono i tempi previsti da leggi e procedure e quelli dobbiamo seguire. Stiamo pensando a fare le cose per bene. Chiediamo solo tempo». ( a. mur. )