Lettera di un precario pubblico ancora fuori dalla stabilizzazione

Siamo alle solite, ogni volta faccio sempre lo stesso errore.
Ed è inutile che rimproveri me stesso dicendomi di stare attento, di non crederci troppo quando, i tuoi colleghi e il tuo rappresentante sindacale, ti dicono che dopo l'approvazione del collegato alla finanziaria regionale ormai è fatta, che il tuo inferno da precario, che dura ormai da anni, da prima ancora che i tuoi figli, oggi in età scolare, nascessero, sia ormai finito perchè i precari questa volta hanno vinto.
Ripeti a te stesso che se ci credi troppo, la tua delusione sarà ancora più forte. E allora è meglio cercare di stare con i piedi per terra, mostrarsi scettici a costo di essere visto dagli altri come il classico uccello del malaugurio. E così tieni duro su questa linea sino alla fine. Poi però cominciano ad arrivare le notizie: 'il Comune di Cagliari sta preparando le liste di quelli verranno stabilizzati' e una sera ti arriva addirittura una telefonata, la quale, in via ufficiosa, ti informa che anche tu 'fai parte del gruppo di 70 precari che forse verranno stabilizzati entro dicembre'.
Beh allora stavolta è davvero fatta, ti dici, e ingenuamente ci caschi, cominci a crederci davvero, pensi a come sarà la vita per te e la tua famiglia quando avrai un vero lavoro, un lavoro fisso al Comune di Cagliari. Ma la felicità è breve, perchè dopo pochi giorni arriva al tuo cellulare un sms, che ti informa che la tua stabilizzazione è saltata, non se ne fa più niente, e scopri addirittura che la tua assunzione sarebbe contro quella stessa costituzione che beffardamente sancisce, tra le prime cose, che un lavoro dignitoso sarebbe un tuo diritto.
Capisci che in fin dei conti 44 mesi di servizio negli ultimi sette anni presso l'amministrazione del tuo comune non sono poi così tanti.
In realtà per la legge dello stato ne servirebbero anche meno: 36, ma tutti negli ultimi cinque anni, così che quello che hai fatto prima dell'ultimo quinquennio oggi non conta più niente.
Niente paura, nel mio caso, così come per gli altri miei colleghi, il Comune di Cagliari ha comunque deciso un suo modo del tutto particolare per risolvere il problema del precariato, ovvero quello di rendere noi precari stabilmente disoccupati.
Ormai infatti, nonostante i finanziamenti regionali, di cantieri comunali a Cagliari non se ne aprono praticamente più, e molti servizi sono stati affidati a ditte private. Qualcuno dice che in questo modo l'amministrazione risparmia dandoci un servizio migliore. Io da persona maligna, qualunquista e con la fissazione del complotto, ogni tanto vengo sfiorato dal pensiero che i reali motivi siano altri, per esempio l'indiscutibile vantaggio da parte di qualche amministratore di far assumere chi vuole, senza passare da scomode e fin troppo trasparenti selezioni pubbliche, in cambio del voto o di chi sa quale altro favore. Poi penso anche: ma se non si aprono cantieri dove vanno a finire tutti i relativi finanziamenti, quelli che confluiscono nel fantomatico fondo unico? Non è per caso che vengono utilizzati per qualcos'altro? Possibile che il Comune li rimandi ogni volta al mittente? Ma probabilmente, come ho già detto, io sono soltanto uno dei tanti superficiali qualunquisti, maligni e con la fissazione del complotto.
Sapevo per certo che il Comune riserva un 10% delle assunzioni nei cantieri a persone che si trovano in particolari situazioni di disagio. Mi son detto: sono disoccupato ormai da un anno, ho due figli piccoli, una moglie invalida al 100% provo anch'io ad andare dall'assistente sociale.
Non pretendevo di essere assunto immediatamente, ma pensavo, così facendo, di essere almeno inserito in una speciale graduatoria stilata sulla base di criteri oggettivi, che attestassero le reali situazioni di disagio di chi ne facesse richiesta e dalla quale il comune potesse attingere nel tempo. Scopro che non esiste nessuna graduatoria e che le segnalazioni fatte al servizio cantieri sono nominative e a discrezione dei servizi sociali, i quali danno a loro dire la priorità a chi è tossicodipendente o ha qualche problema con la giustizia.
Essere padre di famiglia con alcune bocche da sfamare purtroppo quindi non è sufficiente.
Mi dico che se queste sono le regole, pazienza le accetto serenamente, il problema è che l'assistente sociale se ne esce anche con qualche osservazione del tutto personale e gratuita del tipo: 'mi scusi perchè lei non lavora? non mi sembra che abbia seri problemi di salute! Con calma le spiego, che per fortuna non ho gravi problemi di salute, se ce li avessi forse adesso starei lavorando grazie a qualche inserimento mirato, ma che purtroppo oggi il lavoro non si trova dietro l'angolo e a 40 anni e senza la possibilità di avere i benefici della L. 407, costerei troppo per qualsiasi datore e ciò comporta l'essere tagliato pressochè fuori dal mercato del lavoro. Così l'unica cosa che mi è rimasta da fare, considerato che non si vive di sola aria, è lavorare in nero per la mirabile cifra di 600 Euro mensili, per 8 ore al giorno e non in Call Center o come porta pizza, ma come Geometra in un grosso studio di Ingegneria che si occupa principalmente di progettazione di reti del gas. Meglio di niente penso, fortuna che pago poco di affitto, perchè abito in una casa del Comune, eppoi così posso far credere ai miei figli che anch'io ho un vero lavoro, come i papà dei loro compagni di scuola, e toglierli dall'imbarazzo quando qualcuno gli chiede quale mestiere fa il loro padre.
Mi scuso per averla annoiata con questa lunga Mail.
Cordiali Saluti