Love Bridges, un ponte per il Sierra Leone sconvolto dalla guerra civile (di Claudio Cugusi - Epolis)

Sarà per i tempi precari che viviamo e che rendono più sensibili. O forse no: la solidarietà che si scatena davanti ai grandi drammi della Storia non conosce tempi, non ha dimensioni geografiche e per fortuna di tutti noi è un collante potente permanente.

C'erano centinaia di persone sabato sera in un grande albergo di Cagliari, tutte legate da un progetto: la costruzione e lo sviluppo di un ospedale in Sierra Leone. L'iniziativa è di Love Bridges, un ponte dell'amore fondato dal sacerdote sardo Ignazio Poddighe. Un ponte che porta in salvo ogni giorno centinaia di vite africane. Per finanziare questo sogno solidale si danno da fare, silenziosamente, in tanti. Anche due fotografi cagliaritani, Ales e Ales (Alessandro Pintus e Alessandro Peralta), che hanno
appena mandato in stampa “Opotho”, un bel libro di volti e di storie destinato a sostenere l'associazione e i suoi progetti solidali.

Chi non l'ha comprato sabato forse lo troverà nelle librerie per regalarlo a Natale o comunque potrà richiederlo via internet attraverso Love Bridge. Non è solo un bel volume questo “Opotho” ma è soprattutto un lavoro collettivo che testimonia la condizione dei bambini nel Paese devastato da dodici anni di guerra civile. Il popolo appena adesso inizia a riprendersi e molto è merito della sana cooperazione internazionale praticata da tante organizzazioni. Come Love Bridge e i suoi volontari, autori degli appunti che corredano le immagini. Una didascalia dice: “In Sierra Leone un terzo dei bambini non arriva a compiere cinque anni”.

Claudio Cugusi
giornalista