ROMA Il governo fa marcia indietro. Non solo sugli assegni sociali, ma anche sui precari. Dopo la levata di scudi generale, l'esecutivo decide di correggere le due norme della manovra economica al centro da giorni di una tempesta di critiche. E lo farà con l'emendamento che sta per presentare al decreto al Senato. La decisione è annunciata in serata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dal principio aveva insistito per intervenire su entrambi gli articoli subito, a Palazzo Madama.
Nata in chiave anti-immigrati, la prima norma rischiava di togliere dall'oggi al domani gli assegni sociali a circa 800mila anziani indigenti, in gran parte donne. Dopo un'occhiata ai titoli dei giornali della mattina, a Palazzo Chigi ci si rende conto che l'errore compiuto alla Camera deve essere rapidamente corretto. E così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito annuncia che il governo presenterà un emendamento al Senato per eliminare il rischio di un taglio indiscriminato degli assegni. Si tratterà, assicura Vito, dell'unica modifica della manovra a Palazzo Madama oltre a quella, già annunciata, che recepisce le osservazioni del Quirinale sui bilanci ministeriali.
Ma la maggioranza, durante l'esame della manovra in commissione al Senato, si lascia aperta la porta a una modifica dell'altra norma che ha provocato mille proteste, il blocco delle assunzioni dei precari che fanno causa all'azienda: se intervenire o no, spiega il relatore Salvo Fleres, si deciderà al termine di una verifica con il governo. Alla fine Sacconi - che lunedì aveva annunciato cambiamenti alla norma anti-assunzioni in un nuovo ddl e poi aveva garantito ai sindacati le correzioni - annuncia il nuovo cambiamento di rotta: modifiche subito anche sui precari.
Intanto, la Lega Nord aveva dato il suo «nulla osta» all'aggiustamento sugli assegni sociali: spiega infatti il ministro Roberto Calderoli che «è giusto modificare la norma se c'è anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli italiani». Tra l'altro è venuto fuori che la paternità della stretta sugli assegni sociali non è del Carroccio ma di due deputati dell'opposizione, gli altoatesini della Svp Sigfried Brugger e Karl Zeller.
( UNIONE SARDA 30/07/2008 )