Comune di Cagliari
Al Presidente del Consiglio comunale
Interrogazione urgente
I sottoscritti consiglieri comunali,
premesso che da qualche giorno sono in corso lavori per la sistemazione di
giochi gonfiabili presso la pista di pattinaggio di via Vidal, all’interno del
Monte Urpinu sotto la chiesa di Santa Caterina;
considerato che si trattava dell’unico spazio pubblico, per quanto
minimamente attrezzato, posto dal Comune gratuitamente a disposizione di
centinaia di bambini del quartiere e delle loro famiglie;
rilevato che, contro la privatizzazione di quell’unico spazio si sono
mobilitati oltre duecento genitori in pochi giorni, promuovendo una raccolta di
firme a sostegno di una petizione che è stata subito inviata al Sindaco e al
dirigente del servizio Verde pubblico;
rilevato che un’altra area del Parco e cioè il Belvedere di viale Europa,
rivitalizzata in precedenza da un’attività di intrattenimento giovanile dopo
tanti anni di chiusura e abbandono, è stata assegnata nei mesi scorsi dal Verde
pubblico a una ditta che si propone di realizzare in quello spazio servizi a
pagamento per i bambini e in particolare l’ennesimo parco giochi attrezzato e a
pagamento, del tutto simile a quello già realizzato nel primo lotto di via
Vidal (su un campo da calcetto costruito dal Comune) e ora anche nell’ex pista
di pattinaggio;
considerato che il parco dei giochi gonfiabili installato nel primo lotto di
via Vidal è poco frequentato persino nella stagione migliore, anche in virtù
dell’elevato costo che i genitori dovrebbero sopportare per consentire l’
accesso ai propri figli e che, dunque, appare del tutto inutile, anche sotto il
profilo imprenditoriale, trasformare gli altri due spazi pubblici di Monte
Urpinu in una Disneyland a pressione;
ribadito che tale fenomeno di privatizzazione di Monte Urpinu si inserisce in
un più ampio fenomeno di privatizzazione di tutti gli spazi, un tempo pubblici,
della città quali piazze, giardinetti, marciapiedi e aree urbanisticamente
destinate a servizi e poi trasformate in aree residenziali (BS3*), dove il
verde formalmente pubblico realizzato dal privato è spesso strutturalmente
servente rispetto alle residenze (come nel caso di viale Marconi e via
Castiglione) tanto che i cagliaritani non lo possono percepire anche
visivamente come verde pubblico in senso stretto ma come giardino condominiale,
nonostante i costi della gestione siano a carico della collettività;
interroga il Sindaco per sapere
se tale disegno di privatizzazione degli spazi pubblici della città esprima
una precisa volontà programmatica del Sindaco e in caso positivo quali saranno
le prossime privatizzazioni;
se condivida, invece, la preoccupazione di quanti, a cominciare dai genitori
e dai bambini che frequentano Monte Urpinu, chiedono che gli spazi pubblici
siano davvero tali o che comunque perché il pubblico sostenga i costi delle
manutenzioni sia utile dare in affidamento a privati alcune aree ma non
certamente settori così ampi di aree della città;
quali iniziative intenda intraprendere perché il servizio Verde pubblico non
si trasformi in servizio Verde privatizzato.
Ringraziando, si allega copia della petizione popolare
Cagliari, 21 settembre 2009
f.to Claudio Cugusi, Lorenzo Cozzolino (Pd), Claudia Zuncheddu (Rossomori),
Raimondo Perra (Socialisti), Radhouan Ben Amara (Comunisti italiani), Gialeto Floris (Idv),