Nelle campagne fra Sassari e Alghero un ingegnere cagliaritano sta costruendo una villa ecologica su tre piani nel nome del basso consumo di energia e del comfort basato su una vita naturale
SASSARI Ha studiato da ingegnere meccanico, ma nel 2004 ha scelto un'altra strada, quella dell'edilizia ecosostenibile. Luigi Bellu, cagliaritano di 37 anni residente a Quartu ma con radici fra Sassari e Ozieri, non si è fermato alla teoria. Per convincere scettici e appassionati, sta costruendo in mezzo agli oliveti una casa ecologica in legno a basso consumo energetico. Nei giorni scorsi è rimasto per una settimana proprio nelle campagne di La Landrigga (questo il nome della località), impegnato con quattro carpentieri altoatesini a tirar su i tre piani di una villa che verrà completata a gennaio.
Sarà una casa in stile tirolese?
«Assolutamente no. Sarà una casa assai simile a quelle che stanno qui intorno. La differenza è che quelle sono state tirate su con muri di blocchetti o mattoni e cemento, mentre la mia è fatta con pannelli in legno massiccio di abete a tavole incrociate, incollate a tre strati con colle prive di solventi e formaldeide».
Il cemento proprio non esiste?
«C'è nelle fondazioni, ma non sulle pareti. I pannelli, da me ordinati alla casa costruttrice in Alto Adige, sono stati assemblati in cantiere completi di aperture di porte, finestre e vani scala. A gennaio, quando torneranno i carpentieri, la struttura verrà rivestita da uno strato di coibentazione a cappotto , cioè tutto esterno, in fibra di legno, che verrà poi rifinita con intonaco e verniciata con materiali ecosostenibili: niente chimica».
Come mai usa pasta di legno che arriva da mille chilometri di distanza e non sughero sardo?
«Perché in Sardegna non vengono prodotti pannelli di sughero dello spessore di sedici centimetri. Soltanto il Portogallo lo fa, mi auguro che anche nell'Isola si possano superare i limiti dell'Unione europea a queste produzioni: è una bella sfida per i nostri produttori».
Usare i pannelli di legno è un fatto romantico, di rispetto dell'ambiente, o crea anche vantaggi a chi abiterà la casa?
«C'è intanto un fatto di salubrità e di salute per gli abitanti: il legno traspira, non trattiene il vapore acqueo. Si noti anche che questo è un legno essiccato, non trattato chimicamente, e a parte due travi e una putrella d'acciaio, regge tutta la costruzione. Qui in Sardegna ci interessa relativamente che questa costruzione sia antisismica, ma ci interessa di più lo straordinario risparmio energetico consentito dalla casa ecologica. Si tratta di una casa passiva, passivhaus in tedesco, che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale. È una tecnica che in Germania ha meno di dieci anni ma è già molto diffusa, e ora per la prima volta approda in Sardegna».
Funzionerà in un'isola con un clima ben diverso dall'Europa centrale e del Nord?
«D'estate, quando fuori ci saranno 38 gradi e più, qui dentro si starà a 25, come nelle cattedrali dalle grosse mura, grazie anche alla costruzione di infissi in legno ad alte prestazioni termiche. E di inverno la casa passiva non spreca niente: può bastare la presenza di un gatto con il suo calore a tenere una buona temperatura. In realtà questo sistema costruttivo consente di ottenere un valore di dispersione termica più che dimezzato rispetto al valore presvisto per il 2010 dalla normativa per il risparmio energetico per gli edifici in nuova costruzione».
Potenza del legno?
«In gran parte sì. E grande comfort dentro casa, dove le pareti possono essere anche riscaldate con delle serpentine, ma dentro circola aria più fresca. La vera differenza fra le pareti di legno e quelle di mattoni è che le prime tengono fuori il freddo e il caldo senza raffreddarsi o surriscaldarsi, e ciò spiega il diverso comportamento e il livello di comfort, oltre alla maggiore resistenza al fuoco».
Come sarebbe: il legno brucia meno degli altri materiali edili?
«Brucia sicuramente meno in fretta dell'acciaio, che tende al collasso, come è successo alle Torri Gemelle quel terribile 11 settembre».
Ma torniamo ai costi energetici. Lei garantisce un risparmio: di quale entità?
«Questa casa avrà una superficie di 180 metri quadri: il consumo sarà di centottanta litri di gasolio l'anno, uno a metro quadro, corrispondente a dieci chilowattora. Un consumo irrisorio se si considera che con i metodi tradizionali ci vogliono 2700 litri, quindici volte di più».
Questo è forse l'argomento più interessante a favore di questo metodo di costruzione..
«È uno degli argomenti, perché questa sarà una casa sana, calda d'inverno e fresca d'estate, naturale, rinnovabile, riciclabile, solida e stabile».
Non ha proprio difetti?
«Costa dal 5 al dieci per cento in più di una casa costruita con metodi non sostenibili. Ma avevo dimenticato un altro elemento. Con l'impianto solare per l'acqua calda e i moduli fotovoltaici per produrre energia elettrica non solo non si pagherà energia, ma si guadagnerà qualcosa, nel senso che sarà lo Stato a pagare per 20 anni l'energia prodotta».
Vede vantaggi ambientali ma anche economici, dunque?
«Ho scoperto che il Comune di Sassari ha varato un regolamento energetico ambientale in base al quale concede premi in volume o sconti agli oneri di urbanizzazione per case con efficienza energetica e uso di materiali ecosostenibili».
Ingegner Bellu, dica la verità: le interessa fare affari con l'ecologia, o la sua è una vocazione?
«Spero anche di lavorare e guadagnare, mi pare naturale. Ma soprattutto mi interessa che tutti i progettisti e i costruttori della nostra Isola prendano coscienza dell'importanza di costruire case dove si faccia una vita sana. La casa è la nostra terza pelle. Così come puntiamo sui tessuti naturali per vestirci dobbiamo capire che vivere bene nella nostra abitazione è fondamentale. La mia casa ecologica non garantisce soltanto un basso consumo energetico, ma un livello di comfort elevatissimo».
Giancarlo Ghirra
21/12/2008