Via Peschiera, le famiglie non lasciano le case e aspettano il rientro del sindaco. L'ordine dei geologi: bisogna studiare il territorio prima, non dopo (dall'Unione Sarda)

Città friabile, ecco la mappa del rischio
Via Castelfidardo, rinviato lo sgombero delle palazzine inagibili
Il Comune si è limitato ad inviare una pattuglia della Polizia municipale. I vigili hanno identificato i proprietari delle case.

Lo sgombero coatto non c'è stato, per ora, nonostante nessuna delle cinque famiglie delle due palazzine di via Castelfidardo giudicate pericolanti dai tecnici della Protezione civile abbia rispettato l'ordinanza del 15 agosto scorso che imponeva di lasciare le case entro la mezzanotte di ieri pena «la denuncia all'autorità giudiziaria».
Ieri mattina il Comune si è limitato ad inviare una pattuglia della Polizia municipale. I vigili, dopo aver verificato se qualcuno avesse abbandonato l'abitazione, hanno identificato i proprietari. Tutto si è svolto tranquillamente, senza tensione, in attesa del rientro in città del sindaco che ha annunciato da lunedì una sua mediazione tra le esigenze dei residenti (andiamo via ma prima dateci una sistemazione alternativa,a vostre spese, in appartamenti non popolare) e le ragioni del Comune che ha rilevato «situazioni di pericolo derivanti da un cedimento fondale che ha provocato importanti lesioni sulle murature della facciata». Pericoli confermati dalle perizie: quella del Comune, firmata dai tecnici dell'università, e quelle commissionate dai residenti, che sono giunte alle stesse conclusioni pur manifestando differenti gradi di pericolo.

GLI ALTRI PERICOLI In attesa degli sviluppi, deflagrano le polemiche sulle concessioni edilizie rilasciate anche di recente e sui pericoli di crollo che persistono in altre zone della città. Pericoli che i geologi conoscono perfettamente ma che andrebbero approfonditi con una mappa del rischio idrogeologico, sollecitata anche dall'opposizione in Consiglio comunale. Mappa annunciata e mai realizzata se non per Pirri, dove i pericoli sono di altra natura. In ogni caso, come sottolinea Antonio Fadda, presidente dell'Ordine regionale dei geologi, «occorre farlo prima che si verifichino disastri, non dopo». Fadda da tempo sollecita un bando pubblico per la realizzazione della mappatura delle zone a rischio, e lo reputa urgente «proprio perché conosciamo il sottosuolo e ne sappiamo valutare i pericoli».

CITTÀ FRIABILE «La mappa», chiarisce Fadda, «è fondamentale anche per i progetti edilizi. Un progettista deve sapere se le fondazioni del palazzo che va a costruire basano su un terreno solido o no e questo si può fare solo con il supporto di uno strumento del genere. ma il Comune di Cagliari, per dire, non ha nemmeno un geologo in pianta organica». Fadda premette di parlare in generale, non avendo approfondito, ad esempio, il caso di via Peschiera, come hanno fatto altri. Sa bene, però, che quella è un'area di cava successivamente riempita con materiale di riporto. Che con le infiltrazioni d'acqua o fognarie cede e può dare origine a voragini». Situazioni simili a via Peschiera - «anche se i fenomeni non sono sempre uguali ma spesso si accavallano» - esistono anche a San Guglielmo, sotto Buoncammino, a Stampace, sotto l'ospedale civile, a Bonaria, via della Pineta e via Pessina, dove ci sono state attività di cava, a Villanova, sotto i Giardini pubblici, al Poetto. (f. ma.)

L'opposizione
«Emergenza, manca un piano»

Esiste un Piano per la gestione dell'emergenza di via Peschiera e dintorni? Con quali risorse finanziarie la giunta intende attivarlo, sotto la direzione di quali tecnici e per quale durata? Come mai l'amministrazione non si è attivata per offrire un'accoglienza decorosa per le famiglie che resteranno senza casa o una qualunque altra forma di aiuto economico verso questi cittadini, sino a prova contraria totalmente estranei da responsabilità?

INTERROGAZIONE Sono alcuni dei quesiti contenuti in un'interrogazione urgente inoltrata al sindaco dai consiglieri comunali del Pd Claudio Cugusi e Ninni Depau. Che ricordano non solo che «le costruzioni lesionate sono state edificate sulla base di regolare concessione edilizia rilasciata dal Comune perfino nel 2003, quando era nota da tempo la presenza di cavità sotterranee e corsi d'acqua nella zona di piazza d'Armi», ma anche che «sono sempre più numerose le zone della città che si stanno rivelando a rischio per la sicurezza dei cittadini a causa delle gravi sottovalutazioni da parte dell'amministrazione comunale e per l'assenza di adeguati interventi strutturali di salvaguardia (vedi le recenti alluvioni a Pirri e al Fangario, i crolli di Villanova)».

ALTRE ISTANZE In una seconda interrogazione (primo firmatario Andrea Scano, seguito da Ninni Depau e Claudio Cugusi) il Pd chiede la costituzione di un ufficio del sottosuolo, con una dotazione organica composta da geologi ed esperti del settore: «È ormai improrogabile l'avvio dei lavori per la redazione della mappatura delle cavità sotterranee e lo studio di eventuali situazioni di rischio presenti sul territorio - scrivono ancora - all'interno del Pai andrebbe poi inserito uno studio dei rischi legati al sottosuolo, mentre per il futuro occorrebbe utilizzare sistematicamente le conoscenze acquisite sul campo da parte dei gruppi speleologici che studiano da decenni il sottosuolo cagliaritano».
PROTEZIONE CIVILE Dal consigliere comunale (e regionale) Marco Espa arriva anche una richiesta di aiuto a strutture sovracomunali: «Visto che dal Municipio non sono arrivate risposte adeguate - sostiene - perché non pensare a coinvolgere la Protezione civile? La situazione non è per niente facile, visto che si parla di dissesto idrogeologico e di instabilità statica di più di un edificio. La struttura guidata da Bertolaso è in possesso di adeguati strumenti tecnici e finanziari per dare un apporto serio».

22/08/2009

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