Precari del Comune di Cagliari, Calvisi e gli altri parlamentari sardi del Pd chiedono il ritiro del ricorso alla Corte Costituzionale

 

Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali

Per sapere; premesso che:
in applicazione dell’articolo 3 del collegato alla Finanziaria 2009 in materia di lavoro pubblico e privato, con la legge regionale n. 3/2009 il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato all'unanimità le norme per la stabilizzazione dei lavoratori precari in servizio in particolare negli Enti Locali;

le norme approvate dal Consiglio Regionale Sardo hanno fornito finalmente una seria risposta a molte persone e alle loro famiglie destinate, di lì a poco, a rimanere senza lavoro: si è trattato di una risposta tecnicamente e socialmente seria, corretta anche dal punto di vista normativo;

la Sardegna sta vivendo la crisi economica internazionale in modo drammatico, si parla della perdita di più di trentamila posti di lavoro in un anno, e della chiusura di cruciali impianti industriali che sta mettendo a serio rischio il tessuto produttivo ed occupazionale di interi territori;

il Governo e in particolare il Ministro per le gli Affari Regionali e Autonomie Locali,l' Fitto, a fronte di queste drammatiche situazioni ha ritenuto, invece, di dovere presentare ricorso alla Corte costituzionale contro le normative regionali, e in particolare avverso la normativa regionale della Regione Sardegna succitata, rivendicandone l’illegittimità costituzionale.

si tratta, a nostro avviso, di un grave vulnus alla autonomia regionale, sancita dallo Statuto speciale, laddove proprio lo stesso Governo che pone in essere questo attacco parla continuamente e in ogni luogo di federalismo e autodeterminazione;

la decisione del Governo peraltro interviene su una materia già discussa e risolta positivamente per la normativa regionale dai giudici della Consulta, con la sentenza n.274 del 2003;

tutto questo, inoltre, nonostante il finanziamento necessario alla stabilizzazione sia del Bilancio della Regione e non di quello dello Stato: 12 i milioni di euro aggiuntivi per Comuni e Province, oltre a uno stanziamento di sei milioni l'anno per quattro anni per un totale di 24 milioni complessivi;

le concrete modalità di gestione e di assunzione dei cantieri di lavoro, ideati come strumento attivo utile alle politiche per il lavoro e per lo sviluppo, per lenire la forte disoccupazione, hanno purtroppo in parte contribuito a favorire la replicazione del fenomeno del precariato, trasformandosi, ad esempio nel Comune di Cagliari, talvolta in uno mezzo per coprire croniche carenze di organico, assumendo caratteristiche di lavoro assistenziale, nonostante l’esigenza del territorio di sempre maggiore di lavoro qualificato ed il progressivo rilevante ampliarsi di fasce di disoccupazione giovanile con alto livello di scolarizzazione;

il Comune di Cagliari ha, invece, fatto sapere, per mezzo dello stesso Sindaco e dell'assessore al Personale, di non voler procedere alla stabilizzazione prevista dalla legge n. 3 del 2009;

tale comunicazione ha scatenato una reazione nei lavoratori che avrebbero dovuto beneficiare della stabilizzazione prevista della legge regionale approvata e che invece si vedono privati di quello che era un loro diritto acquisito;

i lavoratori precari degli Enti locali hanno organizzato forme pacifiche di protesta, come il presidio sotto la sede del Comune, per chiedere la regolare applicazione della legge regionale, i cui 90 giorni dal momento dell'approvazione giungevano a scadenza il 16 novembre;

Proprio la scorsa settimana la stampa locale ha riportato notizia del fatto che le Forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri, hanno fatto sgomberare i lavoratori, mobilitati dal 27 ottobre scorso, che manifestavano per il loro diritto al lavoro.

Se non ritengano che il Governo debba attivare urgentemente ogni strumento atto a garantire nei territori un livello accettabile di sicurezza occupazionale, anche al fine di evitare il completo depauperamento dei tessuti produttivi dei nostri territori, come quello, ad esempio, fortemente provato, della Sardegna.

se ritengano, dunque, opportuna, l’impugnazione da parte dello stesso Governo, di fronte alla Corte Costituzionale di normative regionali che vanno proprio nella direzione della tutela dei lavoratori precari e se non ritengano, invece, di dover garantire l’applicazione certa delle norme già esistenti a tutela dell’occupazione e dell’autonomia dei territori.

Se non ritenga opportuno intervenire presso il Ministro per le gli Affari Regionali e Autonomie Locali e in sede di Consiglio dei Ministri per il ritiro del ricorso di costituzionalità della legge regionale in questione.

Giulio Calvisi
Amalia Schirru
Paolo Fadda
Siro Marrocu
Caterina Pes
Guido Melis