Mossa disperata. Al termine della seduta si è affacciato dal “loggione”: «Basta, non ce la faccio più»
È unodei lavoratori inattesadistabilizzazione. Poi il vicesindaco lo convince a scendere
Enrico, 50 anni, precario del Comune dal 1983, alla fine non ce l'ha fatta più. In Consiglio avevano parlato di tutto, ma non del suo caso. E di quello dei suoi colleghi in attesa di stabilizzazione. Vero, l'argomento
non era all'ordine del giorno, ma lui forse non lo sapeva. E, all'improvviso, ha iniziato a urlare. E si è messo a cavalcioni sulla balaustra minacciando di gettarsi nel vuoto.
Davanti ai consiglieri e agli assessori che stavano raccogliendo
le carte, pronti ad andare via. «Mi butto, stabilizzate il mio posto di lavoro o mi butto». A quel punto è successo il finimondo: prima sono intervenuti
i vigili urbani. Poi in aula ha fatto irruzione anche la polizia. Mentre nel frattempo erano arrivati anche i vigili del fuoco. Enrico, però, li ha allontanati tutti. C'è voluta la freddezza del vicesindaco Maurizio Onorato.
Con calma, ma con decisione lo ha convinto a non fare sciocchezze.
L'assessore al Traffico ha garantito al precario che l'argomento
stabilizzazione sarebbe stato inserito all'ordine del giorno della seduta di mercoledì prossimo. A Quel Punto, erano le 21.30, Enrico è sceso dalla balaustra. Dalla parte giusta, per fortuna. «La Finanziaria- ha detto- mi
deve stabilizzare. Se mercoledì non fanno niente verranno al Bastione a prendermi». Il segretario Cgil Pubblica ammistrazione Luca Locci parla di
«momento di disperazione legato alla difficile situazione dei lavoratori impegnati da tempo nelle trattative per la stabilizzazione». Non è la prima volta che la balaustra viene usata per clamorose proteste durante la
seduta del Consiglio comunale: un episodio analogo era capitato
proprio alcuni mesi fa. Le attese erano tante: nei giorni scorsi era circolato un volantino che dava l'appuntamento per la seduta di ieri per la discussione sulla questione precari. Informazione sbagliata: l'argomento non era all'ordine del giorno. Ennio Neri
27/02/2008