Primarie sarde del Pd, alto rischio ballottaggio (da unionesarda.it)

Quattro candidati: se il 25 ottobre nessuno supererà il 50%, deciderà la costituente

Il calcio d'inizio lo hanno dato, due sere fa, le candidature ufficiali. Ora la partita per la segreteria regionale del Pd è davvero aperta: Silvio Lai, Francesca Barracciu, Carlo Balloi, Giampaolo Diana) si preparano a quasi tre mesi di campagna elettorale, ma forse neppure il 25 ottobre, giorno delle primarie, arriverà il fischio finale. È facile che servano i tempi supplementari, cioè il ballottaggio nella costituente (se nessun candidato supererà il 50 per cento dei voti popolari).

GLI SCHIERAMENTI Intanto però prendono forma i club dei tifosi. Molti già noti: Antonello Soro e Renato Soru sono i grandi sponsor della candidatura Barracciu, con Chicco Porcu e Marco Espa; Lai gode del sostegno di parlamentari come Paolo Fadda, Antonello Cabras, Siro Marrocu, Giulio Calvisi, dell'ex senatore Tore Ladu, di sindaci (Ganau a Sassari, Zidda a Nuoro, Cherchi a Carbonia) e presidenti di Provincia (Deriu e Giudici).
Balloi rappresenta l'area Marino, il cui coordinatore regionale è Graziano Milia, mentre Diana - bersaniano come Lai - guida una cordata tra i lettiani (Marco Meloni, Francesco Sanna) e un ventaglio di diessini di simpatie soriane (Giambattista Orrù, Cicito Morittu e altri), alcuni finora definiti miglioristi, o macciottiani .

MACCIOTTA E qui si registra la prima sorpresa, almeno parziale: perché proprio Giorgio Macciotta - già parlamentare e sottosegretario, uno degli esponenti più stimati nell'Isola e non solo - si esprime ufficialmente in favore di Francesca Barracciu. «Non ho mai costruito niente che avesse a che fare con le truppe schierate», dice, «neanche quando ho avuto un ruolo nell'area riformista Pci e Pds, ai cui coordinamenti peraltro mai ha partecipato Giampaolo Diana». E oggi Macciotta non è iscritto al Pd: «Mi sembra quindi improbabile - osserva - orientare e promuovere candidature alla segreteria». Si limiterà a partecipare alle primarie aperte a tutti, e la sua preferenza andrà alla Barracciu «per la carica innovativa che mostra di possedere».

PARISI Non sciolgono invece la riserva gli ulivisti di Arturo Parisi. In una nota firmata dall'ex ministro insieme a Bruno Dettori, Pierluigi Caria, Francesco Federico, Gavino Manca e Filippo Spanu, si chiede al partito una scelta alternativa a quella sintetizzata dallo slogan elettorale “meglio Soru”: «La totale identificazione della linea in una persona e l'illusione dell'autosufficienza - scrivono gli ulivisti - ancorché fondata sui risultati dell'azione e sulla qualità del progetto di governo, è all'origine della divisione interna al partito e alla coalizione».
I parisiani chiedono di scindere la contesa nazionale da quella regionale, e di portare il Pd su una linea di «rilancio dell'idea di Ulivo come consapevolezza della necessità di un'alleanza riformista solida e duratura». Sperano in un partito «aperto», che «affida agli elettori la decisione sulle alternative nella libera consultazione dei suoi iscritti». Il loro sostegno andrà al candidato che si dirà favorevole a una simile linea. (g. m.)