Passa passa di poco (85 a 71) la proposta che 'salva' gli indipendenti della Sinistra europea
Giordano: «Coerenza tra volti e programmi». Il 29 il Cpn che deciderà sulle candidature
«No al doppio mandato»
Approvati i criteri per le liste
Oltre un'ora di dibattito. Tanto c'è voluto per approvare i criteri per la formazione delle liste elettorali e la scelta dei candidati. A suscitare più di qualche malumore soprattutto la decisione di escludere dal limite del doppio mandato i rappresentanti della Sinistra europea eletti nel Prc. A contestarla in particolare Ramon Mantovani e Franco Russo, che chiedevano al contrario che la regola valesse anche per loro e per tutte le candidature indipendenti: «Si rischiano figli e figliastri e conflitti inutili» e «non si possono mettere sullo stesso piano Verdi, Pdci, Sd con gli indipendenti». Nel mirino c'è Pietro Folena (Russo lo nomina esplicitamente), che ha molte legislature alle spalle, essendo stato eletto deputato «a soli trent'anni», con il Pci nel 1987.
Ma la loro posizione non passa, sebbene di un soffio. Alle prese con emendamenti e critiche, Ciccio Ferrara, autore della proposta iniziale, ha deciso di accogliere alcune modifiche, mettendo ai voti i criteri per punti distinti. Il primo (approvato) riguarda la definizione di doppio mandato, che deve intendersi come il «complesso dei mandati svolti nella vita politica» (quindi a prescindere dal partito e comprende anche le amministrazioni locali). Il secondo tocca il tasto più delicato, appunto quello degli indipendenti: a loro si chiede solo di «aderire» ai criteri, fermo restando che il 29 febbraio sarà convocato un Cpn apposito che discuterà delle singole candidature e delle eventuali deroghe. Questa proposta ottiene 85 voti, contro i 71 della controproposta Mantovani-Russo. Terzo punto, l'incompatibilità tra incarichi elettivi e incarichi direttivi: segreteria di federazione, regionale e nazionale (su quest'ultima c'era la contrarietà di Alfonso Gianni che infatti si è astenuto). Le uniche due deroghe 'ufficiali' sono quelle che riguardano (come ovvio) la candidatura di Fausto Bertinotti (che sarà capolista per la Camera solo a Roma) e di Franco Giordano, in quanto segretario (forse capolista in Toscana). Da registrare la protesta della minoranza dell'Ernesto (la più irriducibile contro il processo unitario di Sinistra arcobaleno), i cui esponenti sono esclusi dalle candidature: «Una discriminazione tra minoranze buone e minoranze cattive». Ma che il senatore Zuccherini giustifica come «un diritto all'autodifesa». E comunque c'è un criterio fondamentale, spiega Giordano: «La coerenza tra volti e programmi».
Le candidature, come detto, saranno ufficializzate venerdì prossimo, ma sulla base dei criteri approvati ieri sono già noti i nomi dei primi esclusi: tra gli altri Gianni, Russo, Mantovani, Caprili, Forgione (Russo Spena non si ripresenterà); mentre i rappresentanti di Se - Folena, Falomi, Menapace - potrebbero essere 'salvi' se scatterà la deroga (a meno che loro non decidano di applicare per se stessi il criterio del doppio mandato). Si sa, inoltre, che sarà rispettato il criterio del 50% di donne «elette» (si sottolinea), cioè in posizioni sicure e si chiede alle altre forze di Sinistra arcobaleno di fare altrettanto. In base agli accordi con gli altri tre partiti, al Prc toccherebbe il 45% dei candidati della lista; a Pdci e Verdi il 19% e a Sd il 17. Prevedendo un risultato elettorale del 10%, vorrebbe dire un centinaio tra deputati e senatori. A Rifondazione ne toccherebbero una quarantina, dunque, circa la metà degli attuali: «Siamo stati più che generosi», si sottolinea. A complicare (si fa per dire, naturalmente) la formazione delle liste, c'è anche da rispettare il criterio di metà candidati nazionali e metà espressione dei territori.
Per finire, approvato a maggioranza il documento della segreteria; respinti gli altri tre (primi firmatari, rispettivamente, Grassi, Benni e Bellotti). Non ha partecipato al voto Mantovani, contrario a tutti e quattro i documenti. Gli ordini del giorno presentati sono stati tutti assunti dalla presidenza (i documenti saranno pubblicati su Liberazione la prossima settimana).
Ro. Ve.