I consiglieri comunali hanno un'ottima ragione per ringraziare il Papa: l'arrivo di Benedetto XVI a Cagliari, in programma per domenica prossima, ha allungato di un'altra settimana le loro vacanze. D'altronde, in questi giorni, la Giunta è impegnatissima a definire gli ultimi dettagli sulla visita del pontefice: la seduta di ripresa dei lavori, inizialmente programmata per il tre settembre, è stata così rimandata per evitare che i consiglieri si ritrovassero a parlare tra loro senza nessun rappresentante dell'esecutivo seduto sul proprio scranno.
Dunque, ripresa dei lavori in programma per la settimana successiva: probabilmente la prima seduta potrebbe essere fissata per il nove settembre. Soltanto nei prossimi giorni i capigruppo decideranno l'ordine del giorno. Ma gli argomenti sul tavolo sono decisamente parecchi. A cominciare dalla questione “stadio Sant'Elia” che il sindaco Emilio Floris vorrebbe risolvere il più velocemente possibile: l'incontro di qualche settimana fa con il presidente delle Cagliari calcio Massimo Cellino lo ha convinto ad accelerare i tempi.
C'è, dunque, da capire quali saranno le novità alla ripresa dei lavori. Una circola sempre più insistentemente nelle voci di radiocomune . Claudio Cugusi, eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione comunista, sarebbe sul punto di cambiare casacca. Secondo le voci sempre più insistenti in Muncipio, il consigliere comunale dovrebbe, in tempi decisamente brevi, approdare nel Partito democratico.
Un passaggio, tutto sommato, prevedibile: nei mesi scorsi, il segretario regionale di Rifondazione Michele Piras aveva avuto un vivace scambio di battute con il consigliere comunale. Cugusi aveva messo sotto accusa i vertici per la sconfitta alle elezioni nazionali; Piras lo aveva, invece, criticato perché il suo “Movimento sardista” aveva una linea diversa rispetto a quella del partito. Il bubbone doveva, prima o poi, scoppiare. E, appunto, gli effetti dovrebbero essere evidenti già dalle prime sedute di Consiglio dopo la pausa estiva. Sarebbe il primo acquisto per il Partito democratico che, nel corso della consiliatura, ha perso Massimo Zedda e Giorgio Cugusi (inizialmente i due avevano dato vita al gruppo di Sinistra democratica).
E finalmente Claudio Cugusi troverà un casa nella quale stare sino alla fine della legislatura. Inizialmente aveva creato un gruppo insieme all'altro eletto dei partiti comunisti, Radhouan Ben Amara. Ma i due si sono ben presto resi conto di essere incompatibili. E il consigliere di origini tunisine aveva lasciato il gruppo per creare un gruppo nuovo di zecca, “La città promessa” insieme al transfuga Giorgio Cugusi. ( mar.co. )
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Come tutti i nostri eletti, io faccio farò quel che il Movimento sardista e le organizzazioni collegate (da Zona deprecarizzata al più piccolo dei comitati), che mi hanno candidato e sostenuto, mi dicono di fare.
E siccome ci pare che la relazione con Rifondazione in Sardegna come a Roma, sia logora e logorata, priva di quello smalto e di quella vivacità sui temi sociali che hanno contraddistinto positivamente per anni le nostre relazioni, da mesi il Movimento ragiona su quale sia il partito con il quale stringere alleanze sui nostri programmi, scegliendo di essere partito e insieme movimento. Personalmente penso che non ci sia altro luogo politico divcrso dal Pd, parlo di luoghi di massa e di prospettiva, dove costruire oggi in Sardegna una forza di cultura autonomista e socialista. Ma da solo posso decidere per me, non per tutti. (c.c.)
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Mi scrive Renato Chiesa un commento. Che vi giro. Renato apre decisamente al Pd e vi ricordo che fu tra i primi a dubitare della solidità della nostra alleanza con il Prc. Però è rimasto sempre fedele alle posizioni del Movimento.
Credo che tutti noi in queste ore siamo chiamati a ragionare. Privatamente e collettivamente. (c.c.)
Caro Claudio,
personalmente vedo con assoluto favore il ventilato ingresso del Movimento Sardista nel Partito Democratico.
Si tratta del naturale sbocco del percorso iniziato con l'Assemblea di Monte Urpinu del 30 giugno 2007 e, soprattutto, con l'approvazione delle tesi del Movimento in materia di autonomia, servitù militari, politiche energetiche, modelli economici e sociali.
Tesi tutte che, scaturite da uno sforzo di attualizzazione del pensiero sardista di matrice lussiana, mal si conciliavano con le posizioni ideologiche ed estremiste di quella frangia della sinistra che, fingendo apertura al nostro Movimento, aveva in realtà in mente di usarlo come sacca elettorale per poi fagocitarlo (tentativo che, come abbiamo visto, ha avuto esiti a dir poco comici).
Tesi che, al contrario, non possono che trovare spazio all'interno di una forza politica moderna, aperta alle diversità, coesa nella difesa delle parti deboli della società senza preconcetti e posizioni acriticamente ideologiche.
Ben venga, dunque, l'ingresso in un partito che, sapendo esattamente chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare, mostra quella capacità di dialogo a noi necessaria per sviluppare la nostra idea di sardismo autonomista e di sinistra.
Ti abbraccio.
Renato