Su Stangioni. Il Comune assolda un gruppo di specialisti per progettare la grande area (da L'Unione Sarda)

 
Un pool di architetti per la Cagliari Due
Ma cresce la protesta dei piccoli proprietari: presi in giro
In 150 hanno presentato un Piano di Zona. Ma il Comune non ha deciso.
Soru schiera il dream team dell'architettura, i premi Pritker Zaha Hadid, Paulo Mendes da Rocha, Rem Koolhaas. Floris risponde con Cesare Casati, Franco Landini, Dante Benini, Fabio Casiroli e Andreas Kipar. Questione di disponibilità economica: ognuno compra i giocatori che si può permettere. L'obiettivo, però, è lo stesso: il Rinascimento (architettonico) della città. Il presidente della Regione vuole mettere il suo timbro sul riscatto di Sant'Elia, costruendo un museo e cancellando i palazzoni Del Favero, e realizzare una cittadella universitaria griffata. Il sindaco, che ambisce a riportare in città 50 mila abitanti, vuole costruire Cagliari Due e affida alla matita di un pool di specialisti la città ideale: energeticamente autosufficiente, biocompatibile con laghetti, prati verdi, piste ciclabili e un bosco.
PROGETTI E SCELTE Tutto interessante quanto auspicato in una città con pochi esempi di bellezza e molte ferite insanabili, architettonicamente e urbanisticamente parlando. C'è solo un problema: ci sono già alcuni progetti, sui quali il Comune non decide. La Giunta e il Consiglio comunale a fine 2005 avevano deliberato di invitare i cittadini interessati a costruire case di Edilizia economica popolare a progettare Piani di Zona in tre aree dove si dovrà sviluppare la città: Su Stangioni, Terramaini e al Fangario. In 150 avevano colto la palla al balzo: erano nate tre cooperative, altri si erano consorziati, molti avevano investito risparmi, incaricato ingegneri di progettare. È nato, sulla carta, un quartiere di 20 ettari (in un'area di 140 attorno alla sede della Motorizzazione) con caratteristiche simili a quelle auspicate dal sindaco. Il loro progetto è da tempo all'esame del Consiglio comunale, che non decide. Nel frattempo hanno cercato - dicono senza successo - un confronto con gli uffici comunali su eventuali modifiche progettuali. L'assessore all'Urbanistica Gianni Campus ha spiegato il perché del ritardo: «Vogliamo pianificare la Città ideale, vogliamo pianificarla tutta insieme, non a brandelli e per farlo stiamo chiamando ottimi architetti. Dunque quel progetto, che riguarda parte dell'area, non va bene».
IL DILEMMA Ed ecco il nocciolo, riassunto da Giacomo Pisano, portavoce dei 150 proprietari di Su Stangioni e formalmente presentatore della proposta di Piano di Zona: «Siamo felici per l'arrivo dei grandi architetti e per il fatto che il Comune voglia progettare una città ideale. Il fatto è che è stato il Comune, con atti formali, a chiederci di preparare i progetti dicendoci che non potevano espropriare i terreni e che se avessero atteso di pianificare tutta l'area sarebbero passati decenni. Noi lo abbiamo fatto e abbiamo investito i nostri risparmi e il nostro tempo. Ora ci dicono che è stato uno scherzo, che la città non si progetta a brandelli. Ne prendiamo atto, ma questo è l'addio alla certezza del diritto. Detto questo, siamo ancora disponibili a collaborare col Comune purché ci diano garanzie».
Riepilogando: progettare bene e progettare tutto, oppure essere coerenti con gli atti del passato? Questo è il dilemma. «Tutto è lecito, ma va ricordato che è anche su questi temi, cioè sulle certezze del diritto, che il Comune ha attaccato, giustamente, la Regione», sottolinea Pisano.
GLI ARCHITETTI Detto questo, ecco i nomi degli architetti che collaboreranno col Comune per progettare la Cagliari due: sono Cesare Casati, docente a La Sapienza, Franco Landini, Dante Benini, architetto e designer con studi a Milano e Londra, Fabio Casiroli, docente di pianificazione dei trasporti al Politecnico di Milano, e Andreas Kipar, paesaggista già redattore del Piano del verde di Cagliari. La collaborazione è iniziata ma gli incarichi - informa l'assessore all'urbanistica - non sono stati ancora formalizzati.
FABIO MANCA

27/02/2008