Sul bilancio tensioni tra municipio e circoscrizioni

Circoscrizioni cittadine in rivolta. Già due su sei i “no” dei parlamentini al bilancio comunale, e un altro ha il “si” appeso un filo. Ma i malumori trasversali ricorrenti svelano la guerra in corso tra le circoscrizioni e il palazzo di via Roma. Quasi scontato il “no” arrivato giovedì scorso da Castello,l’unica circoscrizione rossa della città. Meno si può dire per Pirri, dove i rapporti con palazzo Bacaredda sono sempre più tesi. Cosi fa
rumore il “no” della Municipalità del presidente Tonio Melis, che giovedì scorso ha respinto il bilancio comunale con un voto contrario dato all’unanimità. Ieri si votava a Mulinu Becciu, ma alla fine il numero legale è mancato. Il “Si ” è arrivato invece da Sant’Elia («Vogliamo la rotatoria di viale Poetto e il collegamento tra la Palma e via tramontana», chiede il presidente Paolo Truzzu), mentre in settimana dovrebbero votare (positivamente) Sant’Avendrace e San Benedetto. Se non è una rivolta poco ci manca. «Con un secco dieci a sette abbiamo dato parere negativo al bilancio», spiega Gianfranco Carboni, il presidente del centro
storico, l’unico parlamentino targato centrosinistra. «E nelle dichiarazioni si è registrato anche l’imbarazzo del centrodestra. Il “no” è stato motivato sia dall’impossibilità di entrare nel merito delle decisioni, contrariamente a quanto impone la procedura la prevista dal regolamento, sia dalla mancanza di documenti come il piano aggiornato delle opere triennali
», prosegue. «La verità è che le circoscrizioni sono state bypassate
- conclude - ci riserviamo di fare le nostre proposte». Da Pirri il presidente Tonio Melis rimanda su carta bollata le motivazioni del “no” al consiglio comunale. «Da due anni presentiamo piani revisionali di spesa che il Comune non ha mai neanche preso in considerazione », spiega Emanale Armeni, consigliere Pd, «inoltre nel piano triennale delle opere mancano interventi importanti come quelli per il cimitero di Pirri, inizialmente previsto con la formula del project financing e poi sparito e via delle Aquile». E’ orientato al “no” anche Mulinu Becciu. «Abbiamo apprezzato gli investimenti del Comune sulla scuola e sui servizi sociali
», chiarisce il presidente Simone Crisponi, «ma purtroppo per noi come circoscrizione non c’è nulla». ��orse in extremis si arriverà a un “si” con qualche emendamento. L’elezione diretta del presidente ha garantito ai parlamentini una maggiore stabilità politica, ma di poteri concreti neanche l’ombra. E l’attività dei consigli si riduce all’erogazione di fondi per manifestazioni di carattere sportivo, sociale o “culturale”.
Funzione propositiva: zero.