Immobili pubblici, qualcosa lentamente si muove: dopo due anni di assurde gestazione la prossima settimana il Consiglio comunale di Cagliari dovrebbe approvare il regolamento scritto da me e dal collega Alessandro Serra che mette regole e un freno alla svendita degli immobili del Comune diversi dalle casa popolari: negozi, appartamenti, scantinati. Un patrimonio che vale milioni e milioni di euro, che il Comune affitta sotto costo o non affitta proprio. Intanto, il problema delle case popolari scoppia a Quartu, terza città della Sardegna, dove l'anarchia sembra regnare. Come e peggio di Cagliari, che almeno si è posta il problema di regolamentare e attualizzare le graduatorie degli assegnatari delle case popolari. ------------ dall'Unione sarda di oggi Patrimonio. Gli abusivi spadroneggiano ovunque mentre le commissioni non sono mai state convocate Il Comune non sa chi ha in casa Nessun ufficio gestisce i mille alloggi popolari
Il Comune sa di quali alloggi popolari è proprietario, ma spesso ignora chi realmente li abita. Colpa della mancanza di personale: nessun ufficio tiene sotto controllo il patrimonio immobiliare. Inoltre, la graduatoria è sempre la stessa da undici anni. OCCUPAZIONI Fra tanto disinteresse, è normale che alla fine sfugga chi siano i reali occupanti: gli ultimi sfratti sono stati eseguiti in pieno agosto. Gli uffici di Area (ex Iacp), ente proprietario delle case popolari, avevano segnalato al Comune - responsabile delle assegnazioni - la disponibilità di due alloggi: quando sono iniziate le verifiche si è scoperto che gli appartamenti erano già stati occupati abusivamente. Soltanto dopo l'intervento dei vigili urbani, le case erano state sgomberate. LA GRADUATORIA Per assegnarle si è dovuto attingere dalla vecchia lista che risale nientemeno che al '98, con evidenti difficoltà. «Ci rendiamo conto che non è più attuale», ammette l'assessore alle Politiche sociali, Stefano Delunas, «lo scenario fotografato allora è completamente cambiato: alcune famiglie hanno trovato diversa sistemazione oppure non risultano più risiedere in città. Il problema, però, è che non abbiamo personale per aggiornare l'elenco». La questione dovrà necessariamente essere risolta in tempi brevi, se l'amministrazione di via Porcu dovesse ricevere i finanziamenti regionali per costruire nuovi alloggi a Pirastu. L'APPELLO A chiedere di rimettere mano alla graduatoria in tempi rapidi è la presidente della commissione Pari opportunità: «Ci sono famiglie composte da otto persone che vivono in pochi metri quadri», contesta Federica Angius, «e questo accade mentre le commissioni Assegnazioni e Mobilità non sono mai state convocate: manca ancora la nomina del magistrato che dovrebbe presiederle. In Municipio non c'è nemmeno un ufficio Abitazioni al quale le famiglie bisognose dovrebbero potersi rivolgere». L'EMERGENZA Nel frattempo l'emergenza casa in città si fa sempre più pressante. Alcuni mesi fa erano bastate semplicemente alcune voci sul possibile acquisto, da parte del Comune, di una palazzina in via Fratelli Bandiera per vedere gli appartamenti occupati ancor prima che l'affare andasse in porto. Anche in quel caso le forze dell'ordine avevano dovuto organizzare un vero e proprio blitz per liberare l'edificio dagli occupanti abusivi. GIOVANNI MANCA DI NISSA 22/11/2009 |
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