Una giornata nel ricordo di Antonio Gramsci. Nel pomeriggio del 24 aprile presso il circolo PD “Enrico Berlinguer” di via Leopardi a Cagliari si è svolto un convegno sull’intellettuale simbolo del Novecento e orgoglio della Sardegna. Sono intervenuti nella tavola rotonda, moderata da Giuseppe Ortu del circolo Berlinguer, Antonello Zanda della Cineteca Sarda, Gino Melchiorre docente universitario e Eugenio Orrù direttore dell’Istituto Gramsci della Sardegna. Ad aprire i lavori è stato Antonello Zanda, autore di un film documentario su Antonio Gramsci. Nel filmato, che è stato proiettato durante la serata, scorrono immagini inedite che raccontano della figura di Gramsci. Il secondo intervento è stato quello di Gino Melchiorre. Con un passato da giornalista allievo di Ferruccio Parri e un presente da docente universitario Melchiorre ha parlato della sua inchiesta “Gramsci 1987”. Il filmato è un indagine sulla conoscenza che i giovani sardi hanno su Antonio Gramsci e la sua vita. Nonostante sia stato realizzato ventidue anni fa, è un documentario che fa riflettere. Dice Melchiorre: “parla anche un po’ di noi”. Ha seguito l’intervento di Eugenio Orrù che ha posto l’accento sull’importanza della questione sarda nel pensiero gramsciano. “La questione sarda è importante perché ci fa capire il primo pensiero di Gramsci all’interno del quale rientrano tematiche come la questione meridionale e la differenza tra lo stato e la società civile”. E ha poi concluso dicendo che: “ la lettura e lo studio di Gramsci devono aiutarci a leggere il presente e a progettare il futuro”. Il carosello degli articolati interventi sono stati introduttivi alla proiezione di due film documentari. Il primo “Gramsci 1987” è un inchiesta condotta da Gino Melchiorre in giro per la Sardegna. Da Ales passando per Cagliari e Ghilarza il risultato è stato quello di una scarsa conoscenza della vita e del pensiero di Gramsci tra i giovani. Il secondo “Testimonianze su Antonio Gramsci” è un montaggio realizzato da Antonello Zanda sulla base del documentario di Sergio Zavoli “Nascita di una dittatura”. Grande emozione nella platea durante la proiezione del filmato. Amedeo Bordiga, Lelio Basso, Umberto Terracini e Emilio Lussu hanno raccontato di Gramsci. E hanno toccato diversi argomenti come il suo ruolo nell’occupazione delle fabbriche durante il biennio rosso e nella secessione aventiniana. Il documentario si chiude con la voce e le parole di un commosso Sandro Pertini che ricorda come il fascismo “volesse spegnere quel cervello” . E conclude: “ Quando morì lo piansi come un fratello”. Michela Pia |
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