Uta, il sindaco chiede accertamenti sull'autovelox (dall'Unione Sarda)

Uta. Raffica di proteste
Autovelox comunale, quattrocento multe in quasi cinque mesi

Oltre 400 multe in cinque mesi. Ciascuna di 180 euro e con svariati punti tolti alle patenti. Documenti appartenenti per lo più ad automobilisti residenti. La decisione di sistemare l'autovelox in via Torino e via Stazione (principali strade d'accesso e uscita dal paese) ha scatenato un putiferio e proprio ieri il sindaco Ignazio Soriga è corso ai ripari scrivendo al comandante della Polizia municipale Giuseppino Ledda un'accorata lettera.
«Si chiede un'urgente e puntuale verifica alle contestazioni evidenziate dai cittadini», scrive il sindaco, «ma soprattutto un controllo sulla rispondenza della procedura utilizzata rispetto il Codice della strada e alle circolari esplicative del Prefetto». Tutto era iniziato l'estate scorsa con una petizione di oltre 200 residenti delle vie Torino e via Stazione dove «lamentando l'eccessiva velocità dei veicoli» si chiedeva al sindaco di intervenire.
Tra le soluzioni richieste anche «il rispetto del limite di velocità fissata a 30 chilometri orari». Detto e fatto, si installa l'autovelox ma quando arriva la prima ondata di multe la Giunta nei mesi scorsi all'unanimità provvede a innalzare il limite di velocità a 50 chilometri all'ora.
Problema risolto? Neanche per sogno. Le multe continuano ad arrivare e c'è persino chi ne ha ricevuto due nello stesso giorno passando e ripassando sulla stessa strada. Un vero e proprio salasso. Da qui l'ennesima petizione e protesta lamentando «la scarsa visibilità della necessaria segnaletica di avviso della presenza dell'autovelox, la mancata visibilità dello stesso e l'assenza di vigili sul posto». Troppo anche per il sindaco Ignazio Soriga.
«Si sa che il nostro Comune gode di finanze solide - premette il primo cittadino - e non abbiamo certo bisogno di 'fare cassa' con le multe prodotte dall'autovelox».
E allora? «Sono dalla parte dei cittadini - assicura il sindaco Soriga - e voglio ora accertare se lo strumento impiegato per rilevare le infrazioni sia stato utilizzato secondo criteri condivisibili e corretti».
Da qui la richiesta fatta al comandante della Polizia municipale sulle procedure adottate. «Mi rincresce quanto sta avvenendo» insiste il sindaco «perché l'introduzione dell'autovelox era stato promosso per venire incontro alle esigenze di sicurezza e di tutela ambientale dei residenti delle strade dove la velocità è più sostenuta ma certamente non volevamo arrivare a questo punto con mezzo paese a subire multe». Insomma, qualcuno si è fatto prendere la mano e non ha indietreggiato neanche quando i dati e le trasgressioni hanno cominciato a diventare di massa. Come se a Uta tutti fossero diventati o volessero diventare dei novelli Schumacher.
GIAN LUIGI PALA