Zacca stradoni? Ma lassaus perdi... (di Claudio Cugusi)

Siamo d’accordo: Cristian Cocco non è il sogno proibito di Lina Sotis e il bon ton non è il suo forte. Ma è anche vero che di mestiere fa questo: provoca, indaga e dissacra. Poi manda in onda su Striscia la notizia, somministrando a dieci milioni di italiani storie che meritano di essere ascoltate. Giorgio Marongiu, sindaco di Capoterra, invece ha un aplomb istituzionale.

Ma quel “zacca stradoni” intimato dal primo cittadino a Cocco proprio l’altra sera, non è il massimo. Anzi, è proprio una gaggiata. A Bari e a Mondovì non devono averla colta: il campidanese variante cagliaritana non è ancora lingua ufficiale nello Stivale. Però, il senso, quello sì, devono averlo capito. E non è proprio un figurone per Capoterra e per i sardi.
Il sindaco ha tutte le ragioni per non essere solare: il dopo alluvione è un
dramma pesantissimo per la comunità. Ma Striscia la notizia stava facendo il suo quotidiano mestiere, niente di più: chiedeva a Marongiu perché la sua amministrazione avesse autorizzato la costruzione di una scuola proprio nella zona di Rio San Girolamo, devastata poi dalla furia dell’acqua.

Davanti alla telecamera ci sono molti modi per rispondere. Ma il peggio del peggio è prendersela con l’intervistatore: bisognerebbe inventare un congegno che eviti al sangue, in certe circostanze, di salire alla testa. Ora restano i danni: sul sito di Striscia nelle ultime ore migliaia di italiani sono andati a rivedere il filmato di Capoterra. Quello arricchito dal cafonissimo “zacca stradoni”, appunto.

Claudio Cugusi
www.claudiocugusi.it