Alla Bit per uscire dal tunnel

 Cuore e fatica, consapevolezza e prudenza. Senza fare pazzie e con un budget dimezzato, è di solo 200 mila euro, da domani la Sardegna del turismo parteciperà alla Bit di Milano, la borsa e il mercato internazionale delle vacanze. Il cuore sarà quello di sempre: mare, sole, spiagge, spruzzate di entroterra, tanta cultura, molte tradizioni, con la convinzione di «essere ancora unici nel Mediterraneo». La fatica sarà nel rimboccarsi le maniche, anche sul web c’è da fare, per cancellare subito un pessimo 2011, il calo negli arrivi è stato di 343 mila unità, poi sfilarsi in fretta dal cappio caro-traghetti, molto dipenderà dalla Flotta Sarda, e sperare che invece continui ad aumentare il traffico negli aeroporti, con all’orizzonte il sogno della tariffa unica (su Roma e Milano) prima dell’estate: avrebbe del miracoloso. Poi c’è la consapevolezza ed è nella constatazione che il vortice della recessione frulla ancora. Terrorizzate dalla crisi, anche nel 2011 le famiglie italiane penseranno ai viaggi solo dopo aver pagato mutuo, tasse, bollette, e solo se riusciranno rimettere in sesto i bilanci casalinghi. Sul mercato nazionale, la Sardegna deve recuperare un meno 15 per cento negli arrivi e non sarà facile uscire dal tunnel: la concorrenza, dalla Puglia alla Turchia, è scatenata, anche nei prezzi. Infine, bisognerà lavorare con prudenza, perché se è vero che i turisti stranieri sono in crescita anche nell’isola, con un più 9 per cento nel raffronto 2010-2011, c’è un mondo da conquistare (dal Nord Europa, al Brasile, alla Cina) e un altro da fidelizzare (nell’ordine, tedeschi, francesi, inglesi, svizzeri, spagnoli e russi), senza commettere errori negli investimenti, nella promozione e nella qualità. «Da questi quattro pilastri dobbiamo ripartire», ha detto l’assessore regionale al turismo, Luigi Crisponi, nel presentare quella che sarà la missione alla Bit. «È innegabile - ha detto - che l’anno scorso c’è stato un calo, ma per la verità ci siamo difesi bene. Con tutte le mani contrarie che abbiamo subito in dodici mesi, dai trasporti alla crisi, esserci fermati a un -5,4 per cento complessivo, vuol dire che siamo ancora in trincea, ma che non c’è stato un crollo». Per fortuna, visto che il turismo da solo vale l’8,5 per cento del prodotto interno lordo regionale, macina un miliardo di fatturato ogni anno, coinvolge trentamila imprese e dà lavoro a tantissima gente: se fosse crollato anche quello, addio Sardegna. Non è stato così, e Crisponi ieri ha detto sicuro: «Alla Bit non lasceremo nulla di intentato per risalire. Vogliamo rafforzare la nostra immagine di terra ancora limpida e pura, ecco perché non serve altro cemento, che poi da sempre è anche quella più antica e apprezzata». Sotto un enorme cuore rosso di lana, la Sardegna fino a domenica sarà presente in forze a Milano, con almeno cento operatori impegnati in quello che è il momento clou della Bit: il Buy Italy, la compravendita delle vacanze. Ci saranno tutti: dalla Regione ai consorzi, ai villaggi, alle Spa, insieme ai pacchetti sport, avventura, enogastronomia e archeologia. Per tenerli assieme, servirà il coordinamento. È indispensabile.

La Nuona Sardegna p.10