Arriva a Cagliari l'eolico galleggiante: ma al popolo sardo non girano mai le pale? (di Claudio Cugusi - Epolis)

L'impressione è fondata: sta passando sotto traccia la notizia che nel golfo
di Cagliari forse sarà realizzato da imprese private un parco eolico
galleggiante.
Eppure non è una cosetta da niente: provate a pensare al profilo della
città vista dal mare, quando a bordo di una fragosissima motonave, in comode dodici ore, tornate a casa.
E' vero: dobbiamo uscire tutti dalla subcultura del petrolio, delle energie non rinnovabili che consumiamo per trasportarci, riscaldarci, illuminare, scrivere articoli e  far agonizzare il pianeta. Ma la risposta contraria, cioè le energie rinnovabili, sono in questo momento un affare colossale (quanti petrolieri stanno diventando ambientalisti...) ma non sono sempre la soluzione.
Anche perché le fonti  rinnovabili non sono tutte uguali. Il fotovoltaico,
ad esempio, produce meno dell'eolico ma danneggia meno l'ambiente e il
paesaggio. L'eolico ha già coronato sommità di montagne sarde e ora scende verso il mare. Confiniamolo in qualche fabbrica abbandonata ma non lasciamo che varchi la spiaggia. Per non parlare dei rischi: che succede se una petroliera va a sbattere contro questi enormi ventilatori?
C'è altro e si chiama democrazia: possibile che bastino una domanda in carta bollata e dieci autorizzazioni ministeriali per farci subire in silenzio un'opera così? Ma se la rivolta non scatta mai, se ci abituiamo a tutto, vuol dire che in fondo ci va bene così.
Al popolo sardo raramente di questi tempi girano le pale. Neppure a La
Maddalena, neppure a Cagliari notoriamente ventose.

Claudio Cugusi
giornalista