Autovelox: L'esposto corre in Procura, le multe verso il macero

 L'autovelox di Monastir finisce in Procura. E i verbali finiscono al macero. Ma solo le sanzioni rilevate fino allo scorso novembre. Son stati centinaia i ricorsi vinti perla segnaletica irregolare che precedeva l'impianto situato al chilometro 19,3 della 131, ma adesso l'associazione Casa dei Diritti si è rivolta alla procura perché "gli accordi intercorsi tra il Comune di Monastir e la ditta Project Automation fino al 29 novembre 2010 erano illeciti e penalmente rilevanti", spiega l'avvocato Pierandrea Setzu. 

Mentre i legali di Casa dei Diritti studiavano le irregolarità dell'autovelox hanno trovato un altro nervo scoperto e ieri i rappresentanti dell'associazione Fabrizio Rossi e Claudio cugusi sono andati dritti in Procura. "Quando finalmente, con non poche difficoltà, abbiamo ottenuto l'accesso agli atti - continua l'avvocato Setzu - ci è subito saltata agli occhi una paleseirregolarità presente nel contratto stilupato dal Comune di Monastir con la società Project Automation spa". In pratica il contratto siglato il 12 fbbraio 2009e modificato il 6 ottobre dello stesso anno prevedeva che la società incassasse una percentualeper ogni rilevamento dell'apparecchio. "Tale condotta era assolutamente illegittima perchè la Corte di Cassazione rileva il fumus del reato d'abuso d'ufficio nel caso in cui il parametro per la quantificazione dell'importo di un appalto o di una locazione di un apparecchio rilevatore di velocità (agevolmente individuabile dal costo giornalieri connesso all'installazione, manutenzione, servizio accessorio) sia invece riferito al numero o alla quantità delle infrazioni poi eventualmente accertate utilizzando quel servizio" E proprio questo invece stabiliva il contratto del 2009. In base a quell'accordo il Comune di Monastir si impegnava a corrispondere alla società "oò corrispettivo per il noleggio di un sistema in esecuzione del presente contratto è pari a 15 euro oltre iva per ogni transito rilevato dal sistema". Una preatica non legittima perchè secondo la Suprema Corte basta il conteggio dei giorni e dell'utilizzo degli impianti per quantificare i costi del nolo, mentre versare una quota per ogni sanzione rilevata può spingere a pratiche non trasparenti. In tutta Italia sono decine le inchieste sugli impianti autovelox e su quelli collegati ai semafori. E' stato spesso dimostrato che quando la società produttrice incassa in base al numero di sanzioni comminate è facile predisporre gli impianti in modo che facciano più cassa possibile.

Ma i problemi per l'impianto della 131 erano già nati per la segnaletica inadeguatache ne segnalava la presenza. Erano state più di 400 le multe annullate dopo l'intervento di Casa dei diritti, forte della pioggia di ricorsi vinti contro l'autovelox di Las Plassas. "Le indicazioni lungo la Carlo Felice erano palesemente così inefficaci e fuori norma che non siamo mai arrivati al giudice di pace - spiega l'avvocato Setzu -  è sempre arrivato prima l'annullamento direttamente da parte del prefetto". Poi il contratto è stato modificato il 29 novembre 2010. Nell'ultima versione è stata modificata la parte che riguarda il compenso della società aggiudicatrice, eliminando la quota fissa da attribuire per ogni sanzione rilevata. In pratica, risolto il problema della segnaletica e quello dei costi del noleggio, le multecomminatedopo quella data sono regolari, mentre le altre sono ormai carta straccia. 

Marcello Zasso, Sardegna quotidiano del 14 settembre 2011