Appunti volanti dopo questa tornata di ballottaggi sardi, che insperatamente premiano ovunque il centrosinistra sardo e in cima il Pd, partito di maggioranza relativa. 1) Il tema giustizialista non funziona: più di una forza politica ha cercato di attaccare, da dentro e da fuori, Graziano Milia facendo leva su una condanna (era stato assolto in primo grado) per un reatino senza senso. Abuso d'ufficio, consistito nell'aver assunto anni e anni fa, quando era ancora sindaco di Quartu, una decisione amministrativa non con delibera di Consiglio ma di Giunta. In realtà l'elettorato (molto poco, ma di questo dico dopo) ha detto che dei temi giudiziari puri e in particolare di quelli che non riguardano arricchimenti e malversazioni, non gliene importa nulla. 2) La mobilitazione fa bene e premia: il voto di Cagliari città, con il Pd al 23 per cento, testimonia ancora una volta una banalità importante. E cioè il partito unito produce risultati milgliori delle individualità. La passeggiata con bandiere e volantini di venerdì scorso, decisa dal giovane, volonteroso e lucido segretario cittadino, Yuri Marcialis, è soltanto l'ultimo passo di un cammino che abbiamo iniziato costruendo il partito in città e radicandolo nelle sedi, nei circoli, nel territorio. La lista dei candidati cagliaritani alla Provincia è stata ponderata e azzeccata ma quello che conta di più è che tutti hanno tirato. E hanno continuato a farlo anche tra il primo turno e il ballottaggio, quando era più facile mollare, presi dallo scoramento. Infatti, il centrodestra che si è cullato sul vantaggio del primo turno ha perso sonoramente. E ha perso perché i candidati e gli eletti hanno smesso di cercare voti per il presidente. Non penso sinceramente che abbia fondamento questo discorso secondo cui il centrodestra si sfilaccia, quasi fatalmente, al ballottaggio: tutto dipende dalla qualità e dallo spessore morale dei dirigenti e dei candidati. In questo noi abbiamo abbondantemente prevalso. 3) L'astensione: i numeri del partito del rifiuto fanno paura ma non bastano a trarre conclusioni assolute. Certo, l'astensione colpisce tutti ma in particolare ha afflitto il centrodestra, per le considerazioni di sopra. Il resto è frutto anche del continuo richiamo al voto (compreso quello delle primarie Pd, peraltro necessario) e del poco interesse verso l'istituzione provinciale: gli elettori non hanno ben compreso ancora a cosa servano e dubitano che servano a qualcosa. Ecco perché a Milia, a Roberto Deriu e a tutti gli amici e compagni presidenti di Provincia, ai consiglieri eletti a queste provinciali, mi viene da dire: comunicate di più, fate sapere cosa fate, usate i media, vecchi e nuovi per fsarvi sentire. La Provincia, che pure ha competenze importanti su ambiente, protezione civile, politiche sociali, lavoro e altro è l'unica istituzione elettiva che ancora non trasmette in diretta le sue sedute. Anche questo aiuterebbe a recuperare la cesura con il corpo elettorale. 4) Gli affondi di Berlusconi hanno stufato: non ho le prove ma conosco i colpevoli. In questo ballottaggio ha pesato, in una parte dell'elettorato, quella più informata, il colpo di magio finale di Berlusconi e della sua maggioranza ristretta. Mi riferisco alla farsesca legge bavaglio e alle sue forzature perché al più presto il provvedimento diventi definitivo. E' chiaro a molti, anche non di centrosinistra, questo procedere per strappi e ordini non va più giù. Davvero, come dice Bersani, è iniziato pesantemente il declino dopo quindici anni di berlusconismo. In più l'effetto delle inchieste sulla cricca e le ombre sull'eolico non aiutano nel complesso il centrodestra e soprattutto la parte berlusconiana del centrodestra. Anzi: restituiscono un'immagine affaristica e opaca che spaventa e schifa i più. Quanto valga tutto questo in termini di spostamento di voto o di astensione è impossibile dirlo: però anche quel dato ci ha premiati. E' il caso di ricordarcelo sempre: gli elettori sono i responsabili del livello degli eletti ma chiedono agli eletti di stare un tantino sopra il loro livello medio di moralità.
5 ) Cagliari, ora tocca a noi: questa vittoria ai ballottaggi non legittima automatismi rispetto al voto più importante, quello del prossimo anno, per il rinnovo del Consiglio comunale di Cagliari. Però ci dà una vena (anzi: un'arteria) di ottimismo e ci consente di ragionare con maggiore lucidità. E' chiaro che il centrosinistra, cioé il Pd e tutti gli alleati di coalizione, dovranno fare le primarie. Ed è anche scontato che queste primarie le dobbiamo fare subito dopo l'estate, per consentire al vincitore, candidato sindaco in pectore, di prendere una lunga rincorsa e fare fiato, girando per i quartieri e incontrato quei settori della società cagliaritana (imprese, professionisti) che sono tradizionalmente appannaggio del centrodestra. Di un centrodestra che, peraltro, dovrà consumare ora tutte le sdue faide interne e i suoi regolamenti di conti. I temi: in un momento di crisi che non sembra proprio passeggero su tutti c'è il lavoro, quello dei precari di lungo corso e quello dei loro figli, quello della generazione dei quarantenni e dei trentenni laureati e specializzati. Non è vero, come più volte ha detto Emilio Floris, che provincia e comune non hanno competenze per generare direttamente e indirettamente lavoro. Ci sono tanti modi per incentivare piccola e nuova impresa, tante occasioni per costruire posti di lavoro. Esempio: smettendola di dare servizi, di esternalizzare anche quello che non dovrebbe essere esternalizzato. Faccio un esempio: il comune di Cagliari ha trentamila pratiche di condono edilizio arretrate, oltre a quelle per il piano casa. Quanti posti di lavoro valgono? E così via, con le concessioni, con i concorsi. E soprattutto con l'impresa, se avremo il coraggio di aprire davvero al turismo e ai servizi collegati al turismo una città che turistica non è. Se incentiveremo la piccola impresa (specie quella delle energie rinnovabili) nell'area metropolitana. Che è anche e soprattutto area cagliaritana. E poi c'è la pesca, completamente dimenticata. E molto altro ancora. Lavoro, lavoro e lavoro: si vince promettendolo alla società (non ai singoli) con proigetti seria e si governa bene mantenendo quella promessa. Con l'impegno e la serietà. (c.c.) Ps: sono umanamente e politicamente soddisfatto per l'elezione in consiglio provinciale di Emanuele Armeni, Luca Mereu, Piero Comandini e degli altri candidati che entreranno in Consiglio a seguito della formazione della giunta Milia.
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